L’anno scolastico a Sirmione inizierà con una doppia novità: l’inaugurazione della nuova scuola primaria Benedetta Bianchi Porro e il debutto della mensa scolastica rinnovata.
La novità a tavola
Per la prima volta i bambini potranno gustare anche la pastasciutta a pranzo. Ma c’è anche un rovescio della medaglia: il rincaro delle materie prime e del personale ha fatto lievitare i costi del servizio, con un aumento di 25 mila euro complessivi. Ogni pasto costerà quindi 50 centesimi in più a bambino, come ha spiegato l’assessore Miria Bocchio.
Un plesso all’avanguardia
La nuova scuola, costata circa 13 milioni di euro (di cui 5 finanziati dalla Regione), potrà ospitare fino a 600 alunni, quasi il doppio degli attuali iscritti. Dispone di 18 aule per 14 classi, spazi moderni e sarà un esempio di eco-sostenibilità.
Il progetto prevede anche nuove attività extra-scolastiche: musicoterapia, pet therapy, robotica, educazione all’Intelligenza artificiale e realtà aumentata, che si aggiungono alle 12 già presenti.
I ritardi
Secondo il cronoprogramma l’apertura sarebbe dovuta avvenire già un anno fa, ma vari imprevisti in cantiere — dalle falde al nodo della cabina Enel — hanno causato slittamenti.
E la vecchia scuola?
Negli spazi della vecchia primaria troveranno posto le nuove cucine per la mensa, alcuni servizi comunali e probabilmente anche sedi per le associazioni locali, che hanno già avanzato richieste all’Amministrazione.
Le critiche
Dal gruppo di minoranza “Siamo Sirmione” arrivano però osservazioni critiche:
«L’aumento del pasto è comunque un aumento, che per le famiglie con più figli diventa un costo importante – afferma il consigliere Andrea Volpi –. Siamo favorevoli alla nuova scuola, ma ci chiediamo se fosse necessario farla così grande: i costi sono praticamente triplicati rispetto alle previsioni iniziali».