In vendita l’ex convento di Villa Santa Giovanna Antida, immerso nel verde di Brescia

Dismesso dal 2018, lo storico complesso ospitava le Suore della Carità e oggi torna sul mercato con trattative riservate

Un cartello “Vendesi” campeggia oggi sul muro di cinta di un luogo che, per decenni, ha rappresentato una presenza silenziosa e significativa nella periferia di Brescia: Villa Santa Giovanna Antida, un tempo sede della Congregazione delle Suore della Carità, è ufficialmente in vendita. L’immobile, situato al civico 172 di via Torricella di Sopra, a pochi passi da Cellatica, è chiuso dal 2018, ma porta con sé una lunga storia religiosa e sociale.

La villa fu trasformata in convento nel 1940, accogliendo per quasi ottant’anni le religiose ispirate alla figura di Santa Giovanna Antida Thouret. Il ritiro definitivo delle suore, dovuto all’età avanzata e al progressivo calo delle vocazioni, ha lasciato lo stabile inutilizzato fino a oggi. Ora, un’agenzia immobiliare – che, secondo alcune fonti, potrebbe essere la milanese Real Estate Milano 18 – ne cura la vendita attraverso trattative riservate.

Il complesso si estende all’interno di un ampio parco alberato, offrendo uno spazio unico nel suo genere, sia per dimensioni che per potenziale utilizzo. Oltre all’edificio principale, che conserva la struttura della villa originaria, sono presenti numerose stanze, una cappella, un refettorio, sale comuni e spazi per riunioni. Nel tempo, l’ex convento è stato anche luogo di assistenza e accoglienza, soprattutto nell’immediato dopoguerra: ha ospitato reparti degli Spedali Civili di Brescia, compreso un Pronto soccorso temporaneo e un’infermeria attrezzata.

Negli anni successivi furono realizzati anche spazi per l’oratorio, in cui si sono svolte attività educative e spirituali per la comunità locale. La cappella interna, seppur inattiva, resta uno degli ambienti più carichi di significato: ha ospitato per decenni momenti di preghiera, riflessione e celebrazioni.

Oggi, la messa in vendita del complesso apre a nuovi scenari: potrebbe diventare sede di un’istituzione educativa, di una realtà sociosanitaria, oppure essere trasformato in residenza privata o struttura ricettiva, data la posizione strategica e la presenza del grande parco. La vicinanza al centro cittadino, unita alla tranquillità dell’area verde circostante, rende l’immobile particolarmente appetibile anche per progetti di riqualificazione o riconversione.

La dismissione definitiva della struttura chiude un lungo capitolo della vita religiosa bresciana, ma allo stesso tempo ne apre uno nuovo sul piano urbanistico e immobiliare. Resta ora da capire se il fascino e la storia del luogo sapranno attirare investitori pronti a restituire nuova vita a uno spazio tanto particolare quanto ricco di memoria collettiva.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Altre notizie