Una petizione online su Change.org, che ha già raccolto oltre 250 adesioni, chiede il ritorno al percorso originario della linea 7 degli autobus, storicamente utilizzata per collegare direttamente Caino e Roncadelle, passando per il centro di Brescia e la stazione ferroviaria. Il cambiamento, introdotto con la riorganizzazione del servizio entrata in vigore il 9 giugno scorso, ha suscitato proteste da parte di numerosi utenti.
La nuova configurazione della rete prevede che la linea 7 non prosegua più fino alla stazione, ma si fermi al capolinea metro Casazza. Chi desidera raggiungere il centro città deve ora effettuare un cambio, utilizzando la metropolitana o la linea 10. Per la parte meridionale del vecchio tracciato è stata invece creata una nuova linea 27, attiva tra Roncadelle e Brescia Due.
I promotori della raccolta firme sottolineano i disagi provocati dalla nuova organizzazione, in particolare per anziani, persone con mobilità ridotta e utenti diretti a ospedali e uffici pubblici. «Chiediamo il ripristino del tracciato storico per garantire un servizio più accessibile e inclusivo – si legge nella petizione –. I cambi obbligatori e le attese aggiuntive stanno penalizzando chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti».
A intervenire sul tema sono i sindaci di Nave, Matteo Franzoni, e di Caino, Cesare Sambrici, che chiariscono di non aver richiesto direttamente la modifica del servizio. «L’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale ci ha comunicato che i cambiamenti erano necessari per ragioni economiche e per la carenza di autisti – spiegano –. Inizialmente il rischio era la soppressione di molte corse, ma il dialogo ha permesso di evitare il peggio».
I sindaci hanno incontrato nuovamente l’Agenzia del TPL martedì scorso, chiedendo ulteriori correttivi. È stato annunciato un aumento delle corse nelle fasce serali, mentre per gli studenti diretti alla stazione – circa una quindicina – si sta valutando la possibilità di farli salire sull’autobus proveniente da Barghe, per evitare doppi cambi.
Tra le segnalazioni ricevute, anche quelle di cittadini costretti a scendere a Casazza per raggiungere il Civile, dovendo proseguire con la metro. «Si tratta di numeri molto limitati – sottolineano i sindaci – e purtroppo, per quanto ogni singolo utente conti, non è sempre possibile soddisfare tutte le esigenze. Servono compromessi».