È ricoverato in condizioni critiche all’ospedale Civile di Brescia un imprenditore mantovano di 75 anni colpito dal virus West Nile. L’uomo, residente a Medole, si era sentito male in casa alcuni giorni fa e, trasportato in ospedale, è risultato positivo alla malattia virale trasmessa dalle zanzare. Attualmente si trova sotto stretta osservazione nel reparto di Neurorianimazione, con sintomi di natura neurologica compatibili con le forme più gravi dell’infezione.
Il paziente – già affetto da altre patologie – ha manifestato un malore improvviso riconducibile, in seguito agli accertamenti clinici, all’infezione neuroinvasiva da West Nile. Dopo il ricovero, è stato avviato un trattamento antivirale di supporto, ma la prognosi rimane riservata.
Il virus e i dati regionali
Il West Nile è un virus appartenente alla famiglia delle Flaviviridae, trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette. La maggior parte delle persone contagiate non sviluppa sintomi evidenti, ma circa il 20% può manifestare febbre, dolori muscolari e malessere generalizzato, mentre una percentuale inferiore può andare incontro a forme neuroinvasive gravi, come encefalite, meningoencefalite o paralisi flaccida.
Secondo l’ultimo bollettino di Regione Lombardia, aggiornato al 1° settembre 2025, sono 41 i casi confermati di West Nile dall’inizio dell’anno, di cui 13 hanno sviluppato sintomi neuroinvasivi. Tre i decessi registrati finora. Solo nella provincia di Brescia si contano quattro casi, mentre il maggior numero è stato segnalato a Milano (13), seguito da Pavia (6) e Mantova (3).
Allarme arbovirosi: non solo West Nile
L’attenzione sanitaria si concentra anche su altre malattie virali trasmesse da insetti, in particolare le arbovirosi. In Lombardia, nel corso del 2024, sono stati rilevati:
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103 casi di Dengue,
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11 casi di Chikungunya,
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5 di Toscana Virus,
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1 di TBE (encefalite da zecche).
Questi virus, pur non trasmettendosi da persona a persona, possono essere veicolati all’uomo attraverso le punture di zanzare o altri insetti vettori, e in alcuni casi portare a conseguenze severe. Il West Nile, come altri virus di origine arbovirale, non ha una cura specifica: le terapie attualmente disponibili si concentrano sull’alleviare i sintomi e supportare l’organismo nelle fasi più critiche.
La prevenzione resta l’arma più efficace
Non essendo disponibile un vaccino per uso umano né trattamenti antivirali mirati, le autorità sanitarie sottolineano l’importanza della prevenzione, soprattutto nei mesi estivi. Le raccomandazioni includono:
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evitare i ristagni d’acqua, habitat ideale per la proliferazione delle zanzare;
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utilizzare repellenti cutanei;
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installare zanzariere alle finestre;
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indossare abiti protettivi, soprattutto nelle ore serali.
Nel frattempo, resta alta l’attenzione anche nelle strutture ospedaliere, dove i casi gravi – come quello dell’imprenditore ricoverato a Brescia – vengono trattati con protocolli di emergenza e monitoraggio intensivo.