Il pubblico ministero Alessio Bernardi ha chiesto una condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione per l’avvocato e insegnante di religione finito a processo con rito abbreviato davanti alla gup Valeria Rey. L’uomo è accusato di atti sessuali con una sua alunna minorenne e di produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
Nel corso dell’udienza l’imputato, che ha parlato per circa un’ora e mezza con dichiarazioni spontanee, ha respinto tutte le accuse, negando sia i rapporti con la studentessa sia l’ipotesi di abuso di autorità. La procura sostiene invece che l’uomo, in virtù del proprio ruolo di docente, avrebbe indotto la giovane – all’epoca tra i 16 e i 18 anni – a compiere atti sessuali.
La requisitoria del pm, durata circa un’ora, è stata seguita dagli interventi dei legali di parte civile, che si sono associati alle richieste della procura.
Le indagini
L’inchiesta era partita dalla segnalazione della psicologa che seguiva la ragazza, successivamente formalizzata dai genitori con una querela. Gli investigatori hanno quindi sequestrato computer, tablet e telefono dell’imputato, nei quali sarebbe emerso materiale ritenuto pedopornografico. Anche su questo fronte l’uomo ha dichiarato la propria innocenza.
Il percorso processuale
Il docente era stato posto agli arresti domiciliari da giugno dello scorso anno fino al 31 dicembre, quando è tornato in libertà. Da allora non ha più ripreso l’insegnamento e attualmente vive con la famiglia.
Il processo riprenderà il 13 ottobre, quando sarà la difesa a prendere la parola. In quella stessa udienza la gup potrebbe emettere la sentenza, anche se non si esclude un rinvio qualora le arringhe dovessero protrarsi.