Nuovo anno scolastico, nuove regole. Nelle scuole superiori bresciane è scattato il divieto di utilizzo degli smartphone durante l’intera giornata scolastica, compresi intervalli e cambi d’ora. A stabilirlo è la circolare ministeriale del 16 giugno 2025, che invita tutti gli istituti del secondo ciclo a vietare l’uso dei cellulari a scuola, salvo per motivi strettamente didattici e autorizzati.
L’impatto della novità si è fatto sentire già dal primo giorno di lezione. Studenti chiamati a depositare i telefoni in armadietti, buste o a lasciarli spenti negli zaini, mentre i dirigenti scolastici sono alle prese con la gestione logistica e normativa della nuova misura. Le reazioni tra i ragazzi sono contrastanti, tra chi accetta il divieto e chi lo giudica una misura rigida e poco educativa.
All’IIS Tartaglia, gli smartphone vengono lasciati in armadietti individuali, chiusi o meno a seconda delle classi. Al liceo Arnaldo, la dirigente Elena Lazzari ha optato per un sistema di buste da riconsegnare a inizio lezione e restituire a ricreazione, mantenendo però i dispositivi spenti per tutta la giornata. «È come per il fumo – spiega –: i ragazzi possono portare il telefono, ma sanno che non lo possono usare. La regola è chiara».
Al Copernico, invece, si è scelta la formula delle buste custodite nelle aule, che restano chiuse a chiave durante le pause o gli spostamenti. La dirigente Claudia Marchi racconta che la decisione è arrivata dopo un confronto tra scuole, culminato in una modifica al regolamento d’Istituto e al patto di corresponsabilità con le famiglie. Le nuove misure includono la definizione delle responsabilità in caso di furto o smarrimento.
Al liceo Leonardo, il preside Massimo Cosentino sottolinea che il divieto era già presente: niente contenitori, ma telefoni spenti negli zaini. «Le regole vanno rispettate, senza scaricare tutto il peso sul personale. In caso di violazioni, scatteranno sanzioni disciplinari».
Le punizioni per chi infrange il divieto sono ancora in fase di definizione. Al liceo Arnaldo, ad esempio, una commissione interna valuterà le prime settimane e le decisioni verranno prese dal collegio docenti il 30 settembre. «Ci sarebbe piaciuta più flessibilità – commenta la preside – per permettere ai docenti di usare lo smartphone in alcune attività didattiche». Una limitazione che ha costretto alcune scuole a ripensare test d’ingresso e attività interattive, in precedenza svolte proprio via cellulare.
Pc e tablet non rientrano nei divieti della circolare, ma resta alta l’attenzione sull’uso equilibrato della tecnologia. «Io promuovo i libri digitali – aggiunge Lazzari – ma la scrittura a mano resta centrale nel processo di apprendimento».
Sul fronte degli studenti, le opinioni sono variegate. Tommaso Guerrato, maturando dello Scientifico, si dice contrario: «Sappiamo quali sono i rischi, ma non serve vietare. Meglio responsabilizzare». Dello stesso parere Giulia, iscritta al Copernico: «Non poter usare il telefono non è un dramma, ma un divieto totale è esagerato. Servirebbe insegnarci a usarlo con più consapevolezza».