Maxi frode da 100 milioni tra Brescia e Mantova: 30 perquisizioni e denaro riciclato

La Guardia di Finanza ha smantellato un sistema «all inclusive» di false fatture e riciclaggio nel settore dei metalli ferrosi.

Un sistema criminale strutturato e capillare, capace di generare un giro d’affari illecito superiore ai 100 milioni di euro, è stato smantellato dalla Guardia di Finanza nelle province di Brescia e Mantova. Al termine di un’articolata indagine, sono state eseguite perquisizioni in aziende e abitazioni, con l’impiego di oltre trenta militari.

Le indagini, condotte dalla Compagnia di Desenzano del Garda e dalla Tenenza di Castiglione delle Stiviere, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brescia, hanno permesso di ricostruire nei dettagli il funzionamento del sodalizio criminale. Al centro del meccanismo, il settore del commercio e della lavorazione di metalli ferrosi, utilizzato come copertura per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e per il successivo riciclaggio dei proventi.

Secondo quanto emerso, il gruppo criminale metteva a disposizione dei clienti un pacchetto “all inclusive”: dalle fatture false fino alla restituzione del denaro contante, passando attraverso una serie di società cartiere, sia italiane che estere, intestate a prestanomi compiacenti.

Il flusso di denaro avveniva in due fasi. Nella prima, i bonifici dei clienti venivano trasferiti su conti correnti esteri e poi prelevati in contanti, per essere restituiti agli stessi clienti al netto di una provvigione compresa tra il 5% e il 22%. In una seconda modalità operativa, invece, il gruppo si appoggiava a soggetti di origine cinese, che fornivano direttamente il contante richiesto in cambio di una commissione pari al 3% del totale movimentato.

Per consolidare le ipotesi investigative e raccogliere ulteriori prove, la Finanza ha eseguito numerose perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni riconducibili agli indagati. L’operazione ha confermato l’esistenza di una rete ben organizzata, capace di intrecciare fittiziamente flussi finanziari e di “monetizzare” in tempi rapidi i guadagni illeciti.

Le autorità giudiziarie stanno ora valutando le responsabilità penali dei soggetti coinvolti, mentre l’attività investigativa prosegue per quantificare con precisione l’entità della frode e individuare eventuali altri complici.

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