Montichiari celebra 150 anni di educazione: la scuola dell’infanzia Principessa Mafalda tra memoria e futuro

Una storia lunga un secolo e mezzo, fatta di bambini, educatori e famiglie

Una storia lunga un secolo e mezzo, fatta di bambini, educatori e famiglie. A Montichiari si sono celebrati i 150 anni dalla fondazione della scuola dell’infanzia Principessa Mafalda, un traguardo che racconta non solo la longevità di un’istituzione, ma il legame profondo con il territorio e con la sua gente.

L’origine risale al 1874, quando Giovannantonio Poli, con un gesto di generosità, decise di donare la propria abitazione per ospitare un luogo destinato all’educazione dei più piccoli. L’attività iniziò ufficialmente nel 1875, e solo qualche decennio dopo, nel 1902, l’asilo venne intitolato alla figlia del re Vittorio Emanuele III, la principessa Mafalda, su richiesta del consiglio di amministrazione dell’epoca.

Oggi questa realtà comprende due strutture: la scuola dell’infanzia Principessa Mafalda, con quattro sezioni e 86 bambini, e il nido “Piccole Birbe”, che accoglie 19 bambini in due sezioni. Entrambi i servizi rappresentano un punto di riferimento per l’educazione e la cura dell’infanzia nel comune.

Durante le celebrazioni, l’assessore comunale all’Istruzione, Davide Tiraboschi, ha evidenziato l’importanza del traguardo: «Un secolo e mezzo di educazione, comunità e crescita: non è solo una ricorrenza numerica, ma la storia di migliaia di bambini, dei loro primi sorrisi e delle amicizie che li accompagneranno per la vita. Qui sono stati piantati veri e propri semi di futuro».

A sottolineare il valore umano e sociale dell’istituzione è stata anche la presidente, Martina Chiametti, che ha ricordato il ruolo della scuola nella storia della città: «Siamo custodi di una tradizione fatta di persone. Sin dall’inizio, questa realtà ha rappresentato un sostegno per le famiglie di Montichiari. Prima come semplice materna, poi come scuola cattolica con una forte attenzione ai valori fondanti della nostra cultura. Ciò che ci ha sempre contraddistinto, però, è l’ambiente: un luogo accogliente, fatto di relazioni autentiche e personale straordinario».

Un messaggio condiviso anche da Massimo Pesenti, presidente della federazione di categoria di Brescia, che ha voluto sottolineare l’importanza dell’educazione nei contesti contemporanei: «L’asilo è il cuore di una comunità. In tempi in cui si parla di pace e futuro, la cosa più rivoluzionaria che possiamo fare è educare i bambini».

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