La tragedia avvenuta la mattina di Capodanno a Gardone Valtrompia è ora al centro di un procedimento giudiziario. La Procura ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini ai genitori della bambina di tre anni che, trovando incustodita la pistola del padre, ha esploso un colpo che l’ha colpita al volto.
Al padre vengono contestati i reati di omessa custodia dell’arma e lesioni colpose gravissime, mentre alla madre l’ipotesi di reato riguarda solo le lesioni. La pistola, regolarmente detenuta, era stata lasciata sul comodino della camera da letto con il colpo in canna, una circostanza che ha permesso alla piccola di impugnarla e premere il grilletto.
Dopo l’incidente, la bambina è stata sottoposta a complessi interventi chirurgici che le hanno salvato la vita, ma le conseguenze fisiche riportate resteranno permanenti. Gli accertamenti tecnici sull’arma, comprese le analisi dattiloscopiche, hanno confermato che sul grilletto vi erano unicamente le impronte della minore, mentre sull’arma stessa erano presenti quelle di tutti e quattro i membri della famiglia.
Il padre, ascoltato subito dopo i fatti, aveva spiegato di tenere l’arma pronta perché temeva possibili intrusioni di ladri in casa. La giustificazione non ha tuttavia evitato l’iscrizione nel registro degli indagati, poiché la scelta di lasciare una pistola carica e facilmente accessibile è stata ritenuta incompatibile con le regole di custodia e sicurezza.
Con la chiusura delle indagini, la vicenda si avvicina ora alla fase processuale. Il caso riporta l’attenzione sulla necessità di una rigorosa custodia delle armi da fuoco in ambito domestico, soprattutto in presenza di minori, per prevenire episodi drammatici come quello che ha sconvolto la comunità bresciana all’inizio del 2025.