Maxi operazione dei Carabinieri Forestali in provincia di Brescia. Nella giornata di mercoledì 15 ottobre, i militari dei Nuclei di Brescia e Vobarno, insieme al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Verolanuova, hanno posto sotto sequestro un impianto di compostaggio di 9.600 metri quadrati situato nel comune di Ghedi.
L’azione è il risultato di un’indagine complessa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dell’amministratore unico della società per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, tra il 2019 e il 2024 l’azienda avrebbe stipulato contratti d’appalto con diverse società multiutility, gestendo circa 250mila tonnellate di rifiuti vegetali con l’impegno di trattarli per rimuovere materiali estranei – plastica, vetro e metalli – e convertirli in compost destinato all’agricoltura. Tuttavia, le operazioni di trattamento non sarebbero mai state effettuate, permettendo così alla società di ridurre i costi e massimizzare i profitti, stimati in oltre 7 milioni di euro.
Gli investigatori hanno accertato che il materiale prodotto, fortemente contaminato da plastiche e idrocarburi con concentrazioni fino a dodici volte superiori ai limiti di legge, veniva ceduto a terzi agricoltori a titolo gratuito o a prezzi simbolici di un euro per tonnellata. Tale materiale veniva fraudolentemente spacciato per fertilizzante, ma in realtà si configurava come rifiuto pericoloso, privo dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
In questo modo, il prodotto veniva illecitamente smaltito sui terreni agricoli, con gravi rischi di contaminazione ambientale e danni per la salute pubblica. Il sequestro dell’impianto rappresenta una misura preventiva per evitare ulteriori episodi di inquinamento, mentre le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità collaterali e l’entità dell’impatto ambientale causato dal materiale distribuito.
L’operazione rientra in un più ampio piano di controllo del ciclo dei rifiuti condotto dai Carabinieri Forestali sotto la direzione della DDA, che da tempo monitora il settore del compostaggio per contrastare infiltrazioni economiche e pratiche illegali nella gestione dei rifiuti organici.
Le autorità giudiziarie valuteranno ora le misure cautelari a carico dell’amministratore e le eventuali responsabilità di altre società coinvolte negli appalti. Il sequestro di Ghedi rappresenta un nuovo segnale dell’attenzione crescente verso la tutela ambientale e la tracciabilità dei rifiuti agricoli e industriali.