Pedaggio sulla Corda Molle: Italia Viva sfida il Governo e chiede soluzioni per residenti e pendolari

La senatrice Raffaella Paita a Bagnolo accusa il ministro Salvini di non aver rispettato gli impegni. Proposta una tariffa differenziata e una proroga al 2027

Un confronto acceso quello che si è tenuto nella serata di mercoledì 30 ottobre a Bagnolo Mella, dove si è discusso del futuro pedaggio sulla Corda Molle, la direttrice Ospitaletto-Montichiari al centro di un acceso dibattito politico e territoriale. L’incontro pubblico, organizzato da Italia Viva, ha visto la partecipazione della senatrice Raffaella Paita, del sindaco Stefano Godizzi, del presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani di Brescia Sergio Piardi e del coordinatore provinciale di Italia Viva Andrea Ratti. A moderare la serata, il consigliere comunale Valentino Zucchini.

Paita: “Il Governo non ha mantenuto le promesse”

Durante il dibattito, la senatrice Paita ha criticato duramente l’operato del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, accusandolo di non aver rispettato gli impegni presi in campagna elettorale. «È arrivato il momento di dire chiaramente se esiste una soluzione oppure no – ha dichiarato –. Tutto è pronto per l’introduzione del pedaggio, ma il Governo non ha fatto nulla per evitarlo, nonostante gli impegni presi».

La parlamentare ha annunciato la presentazione di un’interrogazione al Senato per chiedere al ministro di chiarire le intenzioni dell’esecutivo e la tempistica dell’applicazione del pedaggio, prevista per il 2026. «Sfido Salvini – ha aggiunto – a spiegare se gli accordi presi con i territori valgono ancora o se sono stati abbandonati».

La proposta di Italia Viva

Nel corso dell’incontro, Italia Viva ha presentato una proposta concreta: esentare dal pagamento del pedaggio i residenti e i pendolari che utilizzano la Corda Molle per motivi di lavoro o necessità quotidiana, in assenza di alternative viarie dopo la dismissione della ex Sp19. Il pagamento, secondo il partito, dovrebbe essere applicato solo a chi sfrutta la direttrice come collegamento autostradale.

La senatrice Paita ha inoltre invitato il ministero a convocare un tavolo con Autovia Padana per trovare una soluzione condivisa. «Si possono introdurre meccanismi differenziati – ha spiegato – come una tariffa leggermente più alta per chi percorre la A21. Le alternative ci sono, serve solo volontà politica e autorevolezza».

Appello unitario al territorio

Il coordinatore provinciale Andrea Ratti ha proposto di rinviare l’entrata in vigore del pedaggio a gennaio 2027, per consentire un confronto istituzionale più ampio che coinvolga enti gestori, amministrazioni locali e rappresentanze economiche. «Chiediamo a tutte le forze politiche, indipendentemente dal colore, di unirsi in questa battaglia – ha detto –. È in gioco l’interesse del nostro tessuto economico e sociale».

Il nodo Autovia Padana

Intanto, Autovia Padana ha completato sia il monitoraggio del traffico, che registra 22mila transiti giornalieri (11mila per senso di marcia), sia i lavori di predisposizione del sistema di pagamento “free flow” e Telepass. Il pedaggio, secondo gli accordi firmati con il Mit nel 2015 e rinnovati nel 2018, è previsto a 10 centesimi al chilometro per le auto e 24,6 centesimi per i mezzi pesanti, destinato a coprire i 160 milioni di euro investiti per completare gli ultimi 13 chilometri dell’infrastruttura.

Nonostante il ministero sottolinei che la concessionaria non può introdurre autonomamente il pagamento senza un’approvazione ufficiale, tutti gli elementi tecnici sono pronti. E il tempo stringe: se non verrà trovata una mediazione, il pedaggio sulla Corda Molle diventerà realtà entro il 2026.

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