Dimissioni di massa nella Protezione civile di Capriolo: volontari in rotta con il Comune

Sedici membri operativi abbandonano il gruppo dopo mesi di tensioni sulla gestione della sede e sul rapporto con il sindaco.

Una frattura profonda tra il gruppo comunale di Protezione civile di Capriolo e l’Amministrazione locale ha portato, il 10 novembre, alle dimissioni simultanee di 16 volontari su 19, cui si è aggiunto un membro in fase di formazione ma già attivo nelle attività comunali. Nei giorni seguenti altri due volontari hanno annunciato l’intenzione di lasciare il servizio, delineando una crisi senza precedenti per il sistema locale di emergenza.

Secondo quanto riportato dagli stessi volontari, i problemi sarebbero emersi in modo netto a partire da giugno, quando il Comune è tornato in possesso dell’appartamento utilizzato da anni come base logistica. L’immobile, alienato dall’Amministrazione, costituiva il principale punto di riferimento per la gestione dei mezzi, dei materiali e della documentazione. L’assenza di un luogo idoneo, spiegano gli ex membri, ha generato difficoltà operative immediate: mezzi senza ricovero, strumenti privi di custodia e documenti impossibili da archiviare con modalità adeguate.

Le ripercussioni non si sarebbero limitate alle attività quotidiane. La mancanza di una sede avrebbe ostacolato anche la partecipazione ai corsi di formazione previsti a livello territoriale e le attività richieste dagli enti sovracomunali. Le continue sollecitazioni rivolte all’Amministrazione, raccontano i volontari, non avrebbero prodotto alcun risultato concreto, alimentando una sensazione crescente di abbandono istituzionale.

Nel tentativo di trovare una soluzione condivisa, il gruppo avrebbe formalmente chiesto al sindaco un incontro all’inizio di settembre. Una richiesta che, secondo i volontari, non avrebbe mai ricevuto risposta. Da quel momento, spiegano, il clima interno si sarebbe ulteriormente appesantito, con rallentamenti organizzativi considerati incompatibili con il livello di prontezza richiesto dalla Protezione civile.

Nella lettera di dimissioni inoltrata al Comune, gli ex volontari sottolineano come l’assenza di una sede rappresenti un problema non solo logistico, ma legato direttamente alla sicurezza operativa. La mancanza di spazi idonei, di servizi igienici adeguati e di un punto attrezzato per le comunicazioni viene indicata come una criticità grave. A ciò si aggiunge la denuncia di una comunicazione frammentaria da parte dell’Amministrazione, ritenuta causa di difficoltà nel coordinamento delle attività e nella gestione delle richieste provenienti dagli enti territoriali superiori.

Le dimissioni sarebbero state influenzate anche dalla proposta del sindaco di revocare l’incarico al coordinatore del gruppo, una decisione giudicata priva di motivazioni valide e interpretata come un atto di sfiducia nei confronti dell’intero corpo volontario. Un altro episodio citato riguarda un incontro del 2 ottobre scorso, durante il quale il primo cittadino avrebbe affermato: «Il gruppo comunale è mio e decido io». Parole percepite dai volontari come un’ingerenza politica, ritenuta incompatibile con i principi di autonomia e neutralità che regolano la Protezione civile.

Ritenendo di non essere più nelle condizioni di garantire un servizio “responsabile e dignitoso”, il gruppo ha quindi scelto la via delle dimissioni collettive e ha chiesto contestualmente la cancellazione dal registro regionale della Protezione civile. Una decisione che apre ora interrogativi sul futuro del servizio nel Comune di Capriolo e sugli interventi necessari per ricostruire un sistema di protezione locale funzionante, in grado di rispondere alle emergenze del territorio.

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