Autovelox record a Brescia: 400mila multe nel 2025, ma scatta la stretta ministeriale

Dopo la nuova norma nazionale, dispositivi non registrati devono essere spenti: in provincia 85 impianti attivi, 22 dei quali gestiti dal Broletto. Si apre una fase di incertezza tra incassi mancati e ondata di ricorsi

È rivoluzione per gli autovelox in Italia, e la provincia di Brescia è tra le più coinvolte. Dal 30 novembre 2025, infatti, tutti i dispositivi non registrati nell’elenco nazionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti devono essere disattivati, e le sanzioni da essi emesse non hanno più valore legale. Una svolta che punta a regolare l’uso dei rilevatori di velocità, contrastando installazioni arbitrarie e un uso percepito come “fiscale” e non preventivo.

La misura non ha effetto retroattivo: tutte le multe precedenti alla data restano valide e dovranno essere pagate. Ma per il futuro si apre una fase complessa per Comuni e Province, che dovranno adeguarsi a una normativa più stringente e chiara. I cittadini, intanto, potranno verificare online la regolarità dei dispositivi, accedendo alla nuova piattaforma del ministero.

In provincia di Brescia: 85 dispositivi regolari

Secondo quanto dichiarato da Daniele Emanuele Mannatrizio, consigliere provinciale con delega a Sicurezza e Polizia provinciale, sono 85 gli autovelox censiti in provincia di Brescia, di cui 31 fissi. Di questi, 22 sono sotto la gestione diretta del Broletto, che ha già effettuato le verifiche previste dalla legge. Brescia, pur essendo tra le province più estese d’Italia, ha un numero di autovelox inferiore a molte realtà europee, tra cui la Francia.

Nel 2025, i dispositivi gestiti dalla Provincia hanno generato circa 400mila multe, per un accertamento di 40 milioni di euro, che si traducono in incassi reali tra i 20 e i 25 milioni. Una cifra significativa, ma che copre solo una parte delle spese di gestione e manutenzione della rete viaria, che superano i 100 milioni di euro l’anno.

La nuova normativa: più trasparenza, ma anche dubbi

La riforma è solo il primo passo della “road map” tracciata dal Ministero, che dopo la registrazione amministrativa prevede un secondo step ancora più tecnico: la verifica dell’omologazione dei dispositivi, altro nodo critico già emerso nelle recenti sentenze della Corte di Cassazione. Si tratta di una fase che potrebbe generare nuovi ricorsi da parte degli automobilisti, soprattutto se venissero accertate irregolarità o mancanze nei requisiti tecnici degli apparecchi.

La linea più rigida del governo ha già spinto alcuni Comuni ad agire con cautela. A Bagnolo Mella, ad esempio, il comandante della polizia locale Nicola Caraffini ha confermato un uso ridotto degli strumenti mobili in attesa di chiarimenti, agendo in “autotutela”. Il comune impiega un autovelox e un telelaser, generando circa 400 sanzioni annue, utilizzati però con finalità preventiva, in zone a rischio.

Anche a Gussago, dove è attivo un rilevatore di velocità media tra le gallerie della SP19, si cerca un equilibrio. Il dispositivo, in comodato d’uso dalla Provincia, copre 2,5 chilometri di strada e ha ridotto nel tempo il numero di multe. «All’inizio i verbali erano moltissimi», spiega il comandante Danilo Gatti, «ma oggi si contano poche decine di sanzioni al giorno», segno che gli automobilisti hanno imparato ad adeguarsi.

Il nodo dei mancati incassi

Dietro ai numeri delle sanzioni, c’è anche il problema dei verbali non pagati, una questione che riguarda tutti gli enti locali. Il mancato incasso frena la capacità di reinvestire nelle infrastrutture, e la nuova regolamentazione potrebbe incidere ulteriormente sui bilanci, con dispositivi da spegnere, contenziosi in arrivo e riduzione del gettito complessivo.

Mannatrizio ribadisce che gli autovelox non devono essere uno strumento per fare cassa, ma un mezzo di dissuasione e tutela della sicurezza stradale. L’obiettivo è un utilizzo trasparente e controllato, con dispositivi regolarmente registrati, monitorati e con finalità dichiarate.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Referendum
Partecipazione elevata in provincia e città, con dati superiori alla media nazionale...
Tra paddock e tribune sono stati avvistati Toto Wolff e Kimi Antonelli...
Opposizione critica sui tempi incerti del nuovo impianto, il Comune: “Iter complesso ma avviato”...

Altre notizie