Una telefonata, arrivata all’alba, ha portato un messaggio di vicinanza e sostegno alla famiglia Toffa. La sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha voluto contattare personalmente la madre di Nadia, Margherita Rebuffoni, dopo il furto del Grosso d’Oro, la massima onorificenza cittadina assegnata nel 2019 alla memoria della giornalista. Un gesto semplice ma significativo, in un momento segnato da dolore e sconcerto.
Secondo quanto riferito, la prima cittadina ha assicurato che il Comune è pronto a realizzare un nuovo esemplare del premio, identico all’originale, qualora i responsabili del furto non dovessero restituirlo. Un impegno che intende riaffermare il valore simbolico del riconoscimento, legato non al suo materiale ma al profondo legame tra Nadia e la sua città.
Il furto ha colpito l’intera comunità bresciana, non solo per la gravità dell’episodio, ma perché quel Grosso d’Oro rappresentava l’eredità morale e professionale di una figura amatissima. Margherita Rebuffoni, ancora scossa, ha rivolto un appello accorato affinché il premio venga riportato alla famiglia: un invito che richiama l’importanza affettiva di un oggetto che custodiva memorie e significati condivisi da migliaia di persone.
Intanto, le opposizioni in Consiglio comunale hanno scelto di muoversi all’unisono. I gruppi di minoranza avrebbero già sottoscritto una richiesta formale indirizzata alla sindaca affinché il Comune consegni comunque un nuovo Grosso d’Oro alla famiglia Toffa, qualora quello rubato non venga ritrovato. Una posizione condivisa che, superando gli schieramenti, evidenzia il senso di unità della città nel proteggere la memoria della giornalista.
Dal centrodestra ai gruppi civici, il messaggio è univoco: quel simbolo va ripristinato, per evitare che Nadia venga colpita due volte.
Parallelamente, il lavoro della Fondazione Nadia Toffa Onlus continua a dare concretezza all’impegno della reporter. Nell’ultimo anno sono state donate apparecchiature a strutture ospedaliere, finanziati progetti di ricerca sui tumori cerebrali, sviluppati programmi basati su intelligenza artificiale in ambito oncologico e sostenuti interventi in aree fragili come la Terra dei Fuochi. Un’attività costante che mantiene vivo il suo nome, trasformando il ricordo in iniziative tangibili.
La storia di Nadia, il suo coraggio nel raccontare la malattia e la sua determinazione nel portare alla luce storie complesse, rimane parte indelebile della memoria collettiva. La giornalista è scomparsa il 13 agosto 2019 alla Domus Salutis dopo una lunga battaglia contro il glioblastoma, lasciando un vuoto ancora avvertibile nella città e tra chi ne aveva seguito il percorso umano e professionale.
In questo quadro, il furto del Grosso d’Oro diventa il simbolo di una memoria violata, ma non cancellata. La promessa del Comune di sostituire l’onorificenza e il sostegno bipartisan espresso dalle opposizioni delineano l’immagine di una comunità che si stringe attorno alla famiglia Toffa e che intende proteggere un’eredità preziosa, fatta di coraggio, rispetto e amore per la propria città.