È arrivata la sentenza per i disordini avvenuti il 26 marzo 2017 allo stadio Romeo Menti di Vicenza, durante l’incontro di serie B tra Vicenza e Brescia. Il Tribunale di Vicenza ha condannato Alfio Foti a un anno e dieci mesi di reclusione, oltre al pagamento di oltre 54mila euro di risarcimenti in favore delle parti civili costituite.
La decisione è stata pronunciata martedì 16 dicembre 2025 dal collegio presieduto dal giudice Filippo Lagrasta, che ha stabilito 90 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni. La condanna riguarda una serie di reati legati agli scontri tra tifosi e forze dell’ordine verificatisi nel settore riservato alla tifoseria ospite.
I risarcimenti alle parti civili
Nel dettaglio, il tribunale ha disposto che Foti risarcisca:
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Simone Maniezzo con 15.054 euro
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Marco Magaldi con 10.518,86 euro
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Alberto Pellegrinelli con 29.173 euro
A queste somme si aggiunge la rifusione delle spese legali sostenute dalle parti civili, liquidate in 5.483 euro, incrementate del 20 per cento, oltre a spese generali, Iva e Cpa se dovute. Complessivamente, l’importo supera i 54mila euro.
Le accuse e la ricostruzione dei fatti
Secondo l’impianto accusatorio, Alfio Foti avrebbe partecipato agli scontri in concorso con altri ultras rimasti ignoti, prendendo parte ad azioni violente contro agenti di polizia e pubblici ufficiali. I disordini sarebbero culminati nello sfondamento del cancello del piazzale dello stadio, spinto con forza fino a uscire dalle guide e cadere addosso agli operatori delle forze dell’ordine impegnati nel servizio di sicurezza.
Le violenze provocarono lesioni a diversi appartenenti alle forze dell’ordine, impegnati nel contenimento degli scontri. Tra i feriti figurano il dirigente della polizia di Stato Alessandro Campagnolo, il vice sovrintendente Marco Magaldi e gli assistenti capo Andrea Emilozzi, Simone Maniezzo, Alberto Pellegrinelli e Savino Ciciriello. In alcuni casi le prognosi furono superiori ai 40 giorni, elemento che ha inciso sulla gravità delle contestazioni.
Prescrizione per parte dei reati
Il tribunale ha tuttavia dichiarato non doversi procedere per una parte delle imputazioni, limitatamente alle lesioni riportate da Andrea Emilozzi e Savino Ciciriello, ritenute estinte per prescrizione. Per i restanti capi d’accusa, invece, Foti è stato riconosciuto responsabile.
Nel determinare la pena, il collegio ha concesso le attenuanti generiche, ritenendole equivalenti alle aggravanti contestate, arrivando così alla quantificazione finale della condanna.
Pena sospesa con condizioni
A favore dell’imputato è stata disposta la sospensione condizionale della pena, subordinata però a una condizione precisa: l’adempimento dell’obbligo di risarcimento nei confronti delle parti civili entro 24 mesi dal passaggio in giudicato della sentenza. Il mancato rispetto di tale obbligo potrebbe comportare la revoca del beneficio.
La difesa
Alfio Foti è stato difeso dagli avvocati Paolo Botticini, del foro di Brescia, e Giovanni Adami, del foro di Udine. Come previsto dalla procedura, le parti potranno valutare eventuali iniziative giudiziarie dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.
Una vicenda che si chiude in tribunale
La decisione del Tribunale di Vicenza rappresenta un punto fermo giudiziario su una delle pagine più tese della stagione calcistica 2016-2017, segnata da episodi di violenza negli stadi. La sentenza riafferma la responsabilità penale individuale negli scontri legati alle manifestazioni sportive e ribadisce la tutela degli operatori delle forze dell’ordine impegnati nei servizi di sicurezza.