L’influenza stagionale è arrivata con largo anticipo e con un’intensità superiore alle attese anche nel Bresciano, smentendo i modelli statistici che collocavano il picco nei giorni a ridosso del Natale. La situazione reale, osservata quotidianamente negli ambulatori dei medici di medicina generale e nei pronto soccorso, racconta di un numero molto elevato di persone colpite da sindromi respiratorie, riconducibili a influenza, virus parainfluenzali o, in alcuni casi, a Covid-19, anche se la distinzione tra i diversi virus è sempre più difficile, vista la drastica riduzione dei tamponi.
A fotografare il quadro è il direttore di Ats Brescia, Claudio Vito Sileo, che conferma un incremento costante degli accessi ospedalieri nell’ultima settimana.
Accessi in crescita, ricoveri contenuti
I dati parlano chiaro. Nell’ultima settimana si sono registrati circa 1.500 accessi complessivi ai pronto soccorso per sindromi respiratorie, contro i 1.300 della settimana precedente e i 1.036 di quella ancora prima. Un trend in netta crescita che testimonia la diffusione del virus sul territorio.
I ricoveri, tuttavia, restano limitati. Ogni giorno si contano mediamente circa 70 ricoveri provenienti dal pronto soccorso per patologie influenzali o affini. Numeri che indicano un impatto importante sui servizi di emergenza, ma senza un sovraccarico significativo dei reparti ospedalieri.
Quanti sono i casi di influenza
Stabilire con precisione quanti pazienti siano affetti da influenza vera e propria non è semplice. Come spiega Sileo, si tratta necessariamente di stime, basate su parametri epidemiologici e non su diagnosi virologiche certe per ogni singolo caso.
Secondo le valutazioni di Ats Brescia, circa il 42% delle sindromi respiratorie può essere attribuito al virus influenzale. Nella settimana compresa tra l’1 e il 7 dicembre, su 18.600 casi complessivi di sindromi respiratorie, circa 7.800 sarebbero riconducibili all’influenza.
Questo significa che quasi 10mila bresciani rischiano di trascorrere le festività natalizie a letto, alle prese con febbre, tosse e malesseri diffusi.
Vaccini in aumento, ma il virus corre
Il forte incremento dei casi avviene nonostante una campagna vaccinale più efficace rispetto allo scorso anno. Al 17 dicembre, nel Bresciano, sono state eseguite 241.651 vaccinazioni antinfluenzali, un dato già superiore al totale della campagna 2024, che si era fermata a 230.474 dosi. Oltre 11mila vaccinazioni in più, con la campagna ancora in corso.
Anche le vaccinazioni anti-Covid mostrano un lieve aumento: 30.632 dosi somministrate, contro le 29.925 dell’anno precedente. Il Covid, pur non avendo una stagionalità definita, continua comunque a circolare.
Perché così tanti casi nonostante i vaccini
L’elevata diffusione del virus ha più spiegazioni. Non tutta la popolazione si è vaccinata, e il vaccino antinfluenzale non protegge dalle altre sindromi respiratorie. Ma soprattutto, il virus influenzale è mutato.
Quest’anno, accanto all’assenza della consueta variante H1N1, si sta diffondendo una nuova variante H3N2, considerata più insidiosa.
“È quella che preoccupa maggiormente – spiega Sileo – perché può generare un numero più elevato di casi e un maggiore impegno clinico”.
L’allarme dell’Oms sulla nuova variante
La circolazione della nuova variante non riguarda solo l’Italia. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha acceso i riflettori sul fenomeno, segnalando la diffusione del sottoclade K dell’influenza A H3N2.
Secondo l’Oms, questa variante rappresenta fino al 90% dei casi confermati in Europa. Pur non essendoci prove di una maggiore gravità clinica, la sua elevata contagiosità sta mettendo sotto pressione i sistemi sanitari, dimostrando come anche minime variazioni genetiche del virus possano avere un impatto enorme sulla sanità pubblica.
Prevenzione e comportamenti responsabili
Gli esperti ribadiscono che vaccinarsi ha ancora senso, anche in questa fase avanzata della stagione. Inoltre, in presenza di sintomi è fondamentale restare a casa, evitare contatti e rivolgersi al proprio medico per limitare la diffusione del virus.
La situazione nel Bresciano conferma come l’influenza 2025 sia particolarmente aggressiva sul piano della diffusione, rendendo essenziali prevenzione, attenzione ai sintomi e responsabilità individuale.