Nel corso di un intervento di manutenzione lungo una strada al confine tra San Pancrazio di Palazzolo e il territorio comunale di Adro, è emerso un affioramento di resti ossei che ha attirato l’attenzione delle autorità. La scoperta è avvenuta nel tardo pomeriggio di sabato, quando un passante ha notato frammenti sospetti sporgere dal terreno smosso a bordo carreggiata, nelle vicinanze della cava Rossi.
I carabinieri della Compagnia di Chiari, una volta informati dell’accaduto, hanno deciso di mettere immediatamente sotto sequestro l’area interessata. L’obiettivo è consentire ulteriori accertamenti tecnici e svolgere rilievi più dettagliati, programmati per la mattinata di domenica, insieme alla raccolta dei reperti visibili.
Una prima valutazione visiva suggerisce che i resti possano essere molto datati. Secondo le ipotesi iniziali, le ossa potrebbero provenire da un riempimento effettuato molti anni fa, realizzato con terra di riporto contenente materiale di origine cimiteriale. A rafforzare questa possibilità c’è anche il contesto storico della zona: in passato, non lontano dal punto dello scavo, erano stati individuati i resti di una villa romana.
Tra i materiali rinvenuti figurerebbero ossa riconducibili a parti significative dello scheletro umano, come un femore, un’ulna e frammenti di costole appartenenti alla cassa toracica. I tecnici della Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri hanno inoltre repertato elementi che potrebbero essere collegati a una mascella e a denti, anche se sarà necessario attendere analisi più approfondite per avere conferme definitive.
Al momento non emergono elementi che facciano pensare a fatti recenti o a ipotesi di natura criminale, ma le verifiche proseguiranno per chiarire con precisione l’origine e l’epoca dei resti, nel rispetto delle procedure previste in casi di questo tipo.