Il tempo dei prossimi giorni sarà caratterizzato da un progressivo cambio di scenario. Dopo una fase iniziale dominata da cieli grigi, assenza quasi totale di precipitazioni e temperature relativamente miti, l’inverno è pronto a riprendersi spazio, soprattutto nelle ore notturne. A partire da martedì, infatti, il sole tornerà protagonista, ma accompagnato da un graduale e costante calo termico.
Dopo una domenica nuvolosa con valori pomeridiani attorno ai 9-10 gradi e un lunedì ancora relativamente mite, le temperature inizieranno a scendere dalla sera. Martedì mattina faranno la loro ricomparsa le gelate, con minime di poco sotto lo zero. Durante il giorno il cielo sarà in prevalenza sereno, ma le correnti orientali limiteranno l’aumento termico, con massime che difficilmente supereranno i 7-8 gradi.
Tra mercoledì e giovedì il quadro resterà stabile ma più freddo: notti con minime fino a -4 gradi in pianura e valori diurni intorno ai 6-7 gradi, nonostante il soleggiamento. Da venerdì è atteso un aumento della nuvolosità, preludio a un peggioramento più deciso nel fine settimana.
Sul fronte delle precipitazioni, la situazione rimane piuttosto avara. Su Brescia, in particolare, non si registrano piogge significative dalla Vigilia di Natale e nei prossimi giorni il trend resterà asciutto. Solo nella giornata di sabato il passaggio di una perturbazione atlantica, peraltro di modesta intensità, potrebbe riportare qualche pioggia in pianura e neve a quote relativamente basse, localmente anche sotto i mille metri.
L’episodio non sarà però sufficiente a colmare il deficit nivometrico che interessa gran parte dell’arco alpino, in particolare Alto Adige e Dolomiti. Anche le montagne bresciane mostrano versanti in gran parte spogli, con residui di neve presenti solo oltre i 1.500 metri, conservati più dal freddo che da nuove nevicate.
Mentre l’Italia vive una fase di transizione, l’Europa orientale è già pienamente immersa in condizioni invernali severe. Da alcuni giorni si registrano temperature estremamente basse: fino a -22 gradi a Mosca, -23 in Bielorussia, valori attorno ai -20 tra Polonia e Ucraina. Anche i Balcani risultano interessati da un freddo intenso, con -12 gradi nel sud della Romania e circa -10 lungo le coste del Mar Nero.
Al momento, la ripresa dell’attività atlantica mantiene questo vasto serbatoio di aria gelida confinato a est. Tuttavia, la presenza dell’anticiclone russo-siberiano lascia aperta la possibilità di un’evoluzione più incisiva. Secondo le attuali proiezioni, una massa d’aria molto fredda potrebbe spingersi verso l’Europa centro-meridionale nell’ultima parte di gennaio, coinvolgendo anche l’Italia a partire dal giorno 26.
Se questo scenario dovesse concretizzarsi, il bacino padano potrebbe andare incontro a un raffreddamento marcato, potenzialmente il più intenso della stagione. Un’ipotesi ancora da confermare, ma che segnala come l’inverno, nonostante la recente mitezza, non abbia ancora detto l’ultima parola.