Una delle auto più iconiche e rare del motorismo mondiale, l’Alfa Romeo 33 Stradale, sarebbe stata ceduta per la cifra simbolica di 10 euro. È quanto emerge dalle indagini difensive avviate dagli avvocati della famiglia bresciana erede del proprietario originario della vettura, oggi al centro di un’inchiesta della Procura di Milano.
La supercar, il cui valore stimato si aggira intorno ai 30 milioni di euro, apparteneva a un noto appassionato di auto da corsa. Dopo la sua scomparsa, secondo quanto riferito dai legali incaricati dagli eredi, la vettura sarebbe finita al centro di una vicenda complessa, caratterizzata da pressioni e minacce di azioni legali attribuite a un amico di famiglia indicato come figura chiave nella gestione della situazione.
A rappresentare gli eredi sono tre avvocati, tra cui i professionisti napoletani Angelo e Sergio Pisani, chiamati a fare chiarezza sulla sparizione della rarissima fuoriserie. Secondo la ricostruzione difensiva, per mesi la famiglia avrebbe vissuto un clima definito “pesantissimo”, culminato nella firma di una mediazione seguita da un arbitrato.
L’esito della procedura sarebbe stato la cessione dell’Alfa 33 Stradale a due cittadini francesi per 10 euro, una cifra simbolica che contrasta con il valore straordinario attribuito al veicolo. Un passaggio che i legali ritengono particolarmente significativo nell’ambito della vicenda.
A rendere il quadro ancora più articolato, viene segnalata la costituzione, il giorno successivo alla mediazione, di una società ad hoc denominata “Fabre 33 società semplice”, alla quale l’auto sarebbe stata inizialmente intestata. Tra gli amministratori della società figurerebbe un avvocato già citato in altre vicende legate al mondo delle supercar, e che – secondo quanto dichiarato dai legali Pisani – avrebbe ricoperto anche il ruolo di legale degli stessi eredi bresciani.
Successivamente, sempre stando alla ricostruzione fornita dagli avvocati della famiglia, le targhe del veicolo sarebbero state dichiarate smarrite. L’auto risulterebbe quindi formalmente radiata e successivamente esportata in Europa, circostanza che avrebbe reso più complesso il tracciamento del bene.
La famiglia sostiene di essersi sentita stretta in una situazione di forte pressione, descritta come una vera e propria “morsa di paura”, e ha deciso di avviare ogni iniziativa utile per fare piena luce sull’accaduto. Nei giorni scorsi è stata annunciata una ricompensa di 100mila euro per chiunque fornisca informazioni utili al recupero della storica Alfa 33 Stradale, prodotta in pochissimi esemplari e considerata un autentico gioiello automobilistico.
L’inchiesta della Procura milanese è chiamata ora a chiarire i contorni della vicenda, verificando le modalità della cessione e i passaggi societari successivi. Al centro dell’attenzione resta una delle vetture più ambite dai collezionisti di tutto il mondo, simbolo dell’eccellenza italiana nel settore delle auto sportive.