Un viaggio verso l’autonomia che si è trasformato in un episodio di forte amarezza. È quanto accaduto il 3 marzo a uno studente di 15 anni di Maclodio, affetto da autismo di secondo livello, che stava raggiungendo l’istituto alberghiero Mantegna di Brescia con un autobus di linea quando è stato multato durante un controllo.
Per il ragazzo quel tragitto rappresenta una conquista importante. Due volte alla settimana prende il pullman dal suo paese per andare a scuola, affrontando un percorso che per lui e per la sua famiglia è carico di aspettative, timori e soddisfazioni. Ogni viaggio è infatti un passo avanti verso una maggiore autonomia personale.
Quel giorno il giovane è salito sull’autobus Arriva della linea S203 B R-link, ma si è accorto di aver dimenticato la tessera che certifica il diritto a viaggiare gratuitamente in quanto persona con disabilità. Con sé aveva però la fotocopia della carta d’identità e della tessera sanitaria, documenti che la famiglia gli fa portare dopo che in passato ha subito il furto del portafogli per due volte.
Quando è arrivato il controllore, il ragazzo ha mostrato i documenti che aveva con sé. Tuttavia, l’assenza della tessera di disabilità originale ha portato alla contestazione di una sanzione di 35 euro, decisione che ha lasciato il giovane profondamente turbato.
Secondo il racconto della madre, Monica, la situazione ha avuto un forte impatto emotivo sul figlio, che durante la giornata avrebbe manifestato segni di disagio legati alla vicenda. «Mio figlio ha dovuto ricorrere ai suoi tic di compensazione per tutta la giornata tanto era contrariato – ha spiegato –. È inaccettabile che un’azienda di trasporto pubblico tratti così un ragazzo già fragile, che ogni giorno lotta per essere accettato e incluso».
La donna sottolinea come il ragazzo avesse comunque mostrato documenti utili a identificarlo. «Il controllore non si è nemmeno preoccupato di guardare la copia dei documenti che aveva con sé – afferma – nonostante sapesse che gli originali gli erano stati rubati in passato e che proprio per questo non glieli facciamo portare».
La vicenda ha spinto anche il giovane studente a raccontare pubblicamente quanto accaduto. Con il consenso della madre ha spiegato di voler rendere nota la sua esperienza nella speranza che situazioni simili non si ripetano con altri ragazzi. «Raccontare quello che mi è successo mi aiuta – ha detto – perché spero che nessun altro debba provare il disagio che ho vissuto io».
La famiglia si è quindi rivolta alla segreteria dell’azienda di trasporto Arriva per chiedere chiarimenti sull’accaduto. Secondo quanto riferito dalla madre, durante il contatto con l’azienda le sarebbe stato detto che non sarebbe la prima segnalazione riguardante lo stesso controllore.
Per questo la donna ha deciso di chiedere l’annullamento immediato della multa e un risarcimento per il danno morale e materiale subito dal figlio, sollecitando anche una maggiore attenzione nei confronti delle persone con disabilità. «È tempo – ha dichiarato – che le aziende di trasporto adottino misure concrete per garantire davvero accessibilità e inclusione».
Sulla vicenda è intervenuto anche Giancarlo Gentilini, direttore di Tpl, che ha espresso sorpresa per quanto accaduto. «Sono cose che non devono capitare – ha commentato –. La deontologia impone sempre la tutela dell’utente, soprattutto quando ci si trova davanti a una persona fragile».
Da parte sua Arriva ha annunciato l’avvio di una verifica interna per ricostruire con precisione l’episodio avvenuto durante il controllo. L’azienda ha spiegato che, qualora emergessero elementi rilevanti, la sanzione potrà essere riesaminata secondo le procedure previste.