Ex Metalli Capra, avanti la bonifica della discarica radioattiva

A Capriano del Colle accelerano i lavori per mettere in sicurezza 82.500 tonnellate di scorie contaminate da Cesio 137: il “sarcofago” potrebbe essere completato prima del 2026.

Proseguono a ritmo sostenuto i lavori di messa in sicurezza della ex discarica Metalli Capra di Capriano del Colle, nel Bresciano, uno dei siti più complessi dal punto di vista ambientale in Italia. Nell’area sono stoccate circa 82.500 tonnellate di scorie contaminate da Cesio 137, un isotopo radioattivo artificiale che rende l’intervento particolarmente delicato.

L’obiettivo del progetto è quello di isolare definitivamente i rifiuti radioattivi, eliminando i rischi di contaminazione del suolo e delle falde acquifere. Il cronoprogramma dei lavori, inizialmente previsto fino alla fine del 2026, potrebbe addirittura accorciarsi grazie all’introduzione di nuove attrezzature operative nel cantiere.

Secondo quanto spiegato dal sindaco di Capriano del Colle, Stefano Sala, nelle ultime settimane è stata infatti aggiunta una seconda macchina per lo scavo, utilizzata per realizzare il grande diaframma perimetrale che circonderà la discarica. Questo intervento rappresenta uno dei passaggi più importanti dell’intera operazione di bonifica.

Il diaframma in costruzione consiste in una barriera di cemento profonda circa 30 metri e larga 80 centimetri, progettata per impedire l’infiltrazione dell’acqua piovana all’interno del sito. Nel corso degli anni, infatti, l’acqua penetrata tra i rifiuti ha generato percolato, il liquido prodotto dal deterioramento delle scorie, che rappresenta una possibile fonte di contaminazione ambientale.

L’utilizzo di due macchinari consente di accelerare le operazioni di escavazione, che procedono comunque con grande cautela. Il ritmo dei lavori resta infatti necessariamente lento: attualmente si scava circa 2,5 metri al giorno, una velocità che riflette la complessità tecnica dell’intervento e le precauzioni necessarie per operare in sicurezza.

Le tempistiche restano comunque condizionate da alcuni fattori esterni. Le condizioni meteorologiche giocano un ruolo determinante, perché in caso di pioggia i lavori devono essere sospesi. Inoltre, trattandosi di un’area altamente contaminata, eventuali imprevisti tecnici potrebbero richiedere ulteriori verifiche e rallentamenti.

Nonostante queste incognite, i primi risultati del cantiere sono considerati positivi. I monitoraggi effettuati mostrano una riduzione della quantità di percolato presente nel sito, segnale che le misure di contenimento stanno iniziando a produrre effetti concreti.

Il progetto complessivo prevede la messa in sicurezza permanente di un’area di circa 74.000 metri quadrati. Una volta completato il diaframma perimetrale, verrà realizzato il cosiddetto “sarcofago” impermeabile che isolerà completamente la discarica.

L’ultimo passaggio sarà il capping, ovvero la copertura superficiale dell’area con una serie di strati protettivi. Il sistema prevede teli impermeabili, una copertura in cemento e circa mezzo metro di argilla, materiali pensati per impedire qualsiasi contatto tra le scorie e l’ambiente esterno.

La storia della discarica risale alla fine degli anni Ottanta. Nel 1989, nello stabilimento della raffineria Metalli Capra venne fusa accidentalmente una partita di rottami di alluminio proveniente dall’Europa dell’Est contaminata da Cesio 137. Il processo industriale generò residui radioattivi che furono successivamente depositati nell’ex cava utilizzata dall’azienda come discarica di rifiuti industriali.

Da allora il sito è rimasto una delle principali criticità ambientali del territorio bresciano. A distanza di 36 anni dalla nascita della discarica, l’attuale intervento punta finalmente a mettere in sicurezza in modo definitivo l’area.

Una volta completata la bonifica, il terreno sopra la discarica verrà rinaturalizzato con la piantumazione di un bosco, trasformando uno spazio industriale contaminato in una zona verde. Il sito resterà comunque sotto stretto controllo ambientale.

L’Arpa Lombardia effettuerà infatti un monitoraggio per almeno trent’anni, con verifiche periodiche durante l’anno per controllare la stabilità della struttura e l’assenza di rischi di contaminazione.

L’intervento ha un costo complessivo di circa 9 milioni di euro. I fondi sono stati recuperati dalla curatela fallimentare dell’azienda, attraverso la vendita di due capannoni industriali dell’ex Metalli Capra situati nei comuni di Castel Mella e Montirone.

La discarica di Capriano del Colle rappresenta però solo una parte di un quadro più ampio legato alla bonifica di aree industriali dismesse nella provincia di Brescia. Nel corso dell’ultimo anno sono state avviate 54 procedure di bonifica, che coinvolgono complessivamente 245 ettari di territorio.

Di queste operazioni, 48 sono già state completate, riguardando una superficie di 112,4 ettari. Restano inoltre aperti procedimenti su 14 discariche abusive o incontrollate, per un totale di 43,8 ettari, mentre cinque interventi su questo tipo di siti sono stati conclusi.

Infine, sono attualmente in corso otto procedure relative a discariche autorizzate, che interessano 35,7 ettari di superficie, con un solo intervento concluso finora.

Nel complesso, la messa in sicurezza della ex Metalli Capra rappresenta uno dei progetti ambientali più rilevanti del territorio bresciano, destinato a chiudere una delle pagine più critiche della storia industriale locale.

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