Le imprese bresciane continuano a cercare personale, ma il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento. A rivelarlo è l’ultima indagine del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e InfoCamere, secondo cui nel trimestre ottobre-dicembre 2025 sono previste 27.100 nuove assunzioni in provincia di Brescia. Un dato che rappresenta il livello più basso degli ultimi cinque anni (escludendo il 2020, condizionato dalla pandemia).
Per trovare un numero inferiore bisogna risalire al 2019, quando furono previste 25.940 entrate. Negli anni successivi, la ripresa post-Covid aveva portato i numeri a crescere fino alle 34mila posizioni del 2021, per poi stabilizzarsi sopra le 30mila nel 2022 e 2023. Anche il 2024, pur in lieve calo, aveva registrato 28.280 posti, dunque un migliaio in più rispetto a quest’anno.
Settori in affanno e aziende prudenti
Secondo l’analisi, il sistema produttivo bresciano sta affrontando un periodo di incertezza e prudenza, aggravato da fattori esterni come la crisi geopolitica, l’aumento dei costi energetici e le ripercussioni dei dazi statunitensi. Tutto ciò, spiegano gli analisti, “mantiene il freno tirato” su investimenti e occupazione, nonostante una leggera ripresa registrata in alcuni comparti a metà anno.
Nel complesso del 2025, le entrate previste sono 131.430, circa 385 in meno rispetto al 2024. Solo il trimestre estivo (luglio-settembre) ha mostrato un segno positivo (+1.340 ingressi), mentre l’ultimo trimestre chiude con un saldo negativo di -1.750 rispetto all’anno precedente.
Dove si concentrano le opportunità
Dei 27.100 nuovi ingressi previsti entro fine anno:
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620 riguardano il settore primario (agricoltura);
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10.470 l’industria, di cui 7.010 nella manifattura e public utilities e 3.450 nelle costruzioni;
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16.000 circa i posti nei servizi, con 3.940 nel commercio, 4.310 nel turismo e ristorazione, 4.690 nei servizi alle imprese e 3.060 nei servizi alla persona.
Le micro e piccole imprese restano il motore dell’occupazione: 16.760 posti (oltre il 60% del totale) arrivano da aziende con meno di 50 dipendenti, seguite da 5.700 opportunità nelle medie imprese e 4.640 nelle grandi.
Il nodo delle figure introvabili
Nonostante il calo della domanda, le aziende continuano a denunciare gravi difficoltà nel reperire personale qualificato: il 51% delle imprese fatica a trovare candidati con le competenze richieste.
Le figure più difficili da reperire:
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Tecnici dei servizi sociali (91,5% dei casi);
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Meccanici, manutentori e montatori di macchinari (83,7%);
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Saldatori, lattonieri e montatori di carpenteria metallica (76,6%);
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Tecnici informatici e delle telecomunicazioni (74,5%);
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Operatori sanitari e sociali qualificati (73,4%);
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Agricoltori e operai agricoli specializzati (71,7%).
Particolarmente colpite anche le aree tecniche e della progettazione, dove oltre sei posizioni su dieci risultano di difficile copertura.
Un mercato in transizione
Il quadro delineato da Excelsior conferma dunque una fase di rallentamento per l’economia bresciana: le imprese assumono, ma con cautela, e faticano sempre più a trovare personale qualificato e specializzato. Un segnale, sottolineano gli esperti, della necessità di rafforzare la formazione tecnica e professionale, per colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro.
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