Carovana della Pace a Brescia: la tappa lombarda rilancia il messaggio di giustizia sociale e nonviolenza

L’iniziativa itinerante delle Acli approda in città tra incontri istituzionali, momenti di dialogo e testimonianze internazionali: un percorso che unisce oltre 60 realtà italiane verso Strasburgo.

La Carovana della Pace “Peace at Work – L’Italia del lavoro costruisce la pace” ha raggiunto ieri, 14 novembre, il cuore di Brescia, portando con sé un messaggio che attraversa il Paese da settembre: promuovere disarmo, giustizia sociale e nonviolenza. L’arrivo della delegazione alle 10.45 in Largo Formentone ha segnato l’inizio di una giornata intensa, in cui la città si è fatta punto di raccordo tra istituzioni, associazioni e mondo studentesco. Presenti alla tappa bresciana la vicepresidente nazionale Acli Raffaella Dispenza e la presidente provinciale Stefania Romano, accolte ufficialmente dall’Amministrazione comunale.

Durante il saluto istituzionale, Romano ha richiamato il valore simbolico del passaggio della Carovana in una «terra di pace, ma anche di produzione di armi», sottolineando l’urgenza di contrastare la narrazione secondo cui la guerra rappresenta un motore economico. Ha ricordato inoltre l’impegno ottantennale delle Acli locali nella promozione di una cultura pacifica, definendo la pace come un lavoro quotidiano, fatto di scelte consapevoli e responsabilità collettiva.

Il percorso cittadino è quindi proseguito nel Consiglio comunale, dove la delegazione è stata accolta dal presidente Roberto Rossini. L’incontro ha assunto un forte valore simbolico, poiché si è svolto in uno spazio dedicato al confronto democratico. Rossini ha espresso «grande piacere» nel vedere la Carovana in Aula, rimarcandone il valore educativo. L’assessore Marco Fenaroli ha rilanciato il messaggio della sindaca: «la pace si crea, si fa», un invito a non ignorare tragedie lontane come quella del Sudan, spesso escluse dal dibattito pubblico. L’assessore Valter Muchetti ha aggiunto che collegare l’idea di pace al futuro può apparire complesso, ma proprio le tappe della Carovana ricordano che istituzioni e società civile camminano nella stessa direzione.

Il programma della mattinata ha previsto anche un passaggio in Università, dove i membri della Carovana hanno incontrato i rappresentanti del centro di ricerca University for Peace, dedicato agli studi sulla gestione dei conflitti. In seguito, in piazza del Mercato, studentesse e studenti dell’Istituto Capirola di Ghedi – guidati dalle docenti Elisabetta Muchetti e Immacolata Toscano – hanno sventolato insieme alla delegazione la grande bandiera della pace, un momento collettivo pensato per sensibilizzare le giovani generazioni.

La tappa bresciana è proseguita nel pomeriggio con una serie di appuntamenti centrati sul ruolo dell’informazione e sulla memoria. Alle 14.30, al Centro Diocesano Comunicazioni sociali, si è svolto un confronto con la redazione de La Voce del Popolo sul tema dei media come strumenti per una cultura pacifica. Tra gli ospiti anche Atsamaz, sopravvissuto alla strage di Beslan, che ha condiviso la propria esperienza di riconciliazione maturata presso Rondine Cittadella della Pace, luogo in cui giovani provenienti da contesti di guerra imparano a riconoscere l’umanità nell’altro.

Successivamente, alle 16, la Carovana ha raggiunto il giardino “Ai bambini di Beslan” in via Ziliani per un momento commemorativo dedicato alle vittime dell’attacco del 2004. Un passaggio carico di significato, che ha intrecciato memoria e responsabilità civile.

Brescia entra così nel grande itinerario della Carovana, un viaggio che coinvolge oltre 60 città italiane, con assemblee, laboratori e incontri che puntano a dare voce ai territori. Il percorso si concluderà il 15 dicembre al Parlamento Europeo di Strasburgo, dove verrà consegnato un appello alle istituzioni comunitarie. Come ricordato da Dispenza, l’obiettivo del viaggio è creare «un filo capace di ricucire rapporti e rimettere al centro relazioni giuste», mostrando un’Italia che continua a costruire, giorno dopo giorno, una società più solidale.

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