La nuova edizione della Guida Michelin, presentata al Teatro Regio di Parma, rinnova il panorama della cucina d’eccellenza italiana e assegna al territorio bresciano sedici ristoranti stellati. Un risultato che conferma la vivacità gastronomica della provincia, in un anno segnato da nuovi ingressi e da un importante declassamento.
Il cambiamento più rilevante riguarda il Miramonti L’Altro di Concesio, che nella nuova selezione passa da due a una stella. A mantenere la posizione più alta nella provincia è Villa Feltrinelli di Gargnano, unico tre stelle bresciano e punto di riferimento della cucina d’autore sul Garda.
L’altra grande novità è l’ingresso di Senso Lake Garda – Alfio Ghezzi a Limone sul Garda, che conquista una stella e ottiene anche il riconoscimento Passion Dessert, un premio dedicato alla creatività nel mondo della pasticceria.
Sul piano nazionale, l’edizione 2026 della “rossa” conferma i 14 tre stelle già presenti lo scorso anno, a cui si aggiunge Rei Natura by Michelangelo Mammoliti a Serralunga d’Alba. Tra i confermati figurano nomi iconici come Da Vittorio, Le Calandre, Osteria Francescana, La Pergola, Uliassi e Casa Perbellini ai 12 Apostoli. La selezione di quest’anno mette inoltre in luce una presenza significativa di chef emergenti, molti dei quali sotto i 35 anni.
Il capitolo delle due stelle registra due nuovi ingressi: Famiglia RANA a Oppeano, nel Veronese, guidato dallo chef Francesco Sodano, e Tenerumi a Vulcano, con la cucina vegetale firmata da Davide Guidara.
Molto ricco l’elenco dei ristoranti che ottengono una stella per la prima volta, in totale ventidue. Tra questi figurano Cracco Portofino, Rezzano Cucina e Vini a Sestri Levante, Le Petit Bellevue a Cogne, Agli Amici Dopolavoro a Venezia Isola delle Rose, Cavallino a Maranello, Da Lucio a Rimini, Luca’s by Paulo Airaudo a Firenze, Alain Ducasse Napoli, Umberto a Mare a Forio d’Ischia e Capogiro a Baja Sardinia.
La Lombardia si distingue con quattro nuove stelle: oltre al locale gardesano di Ghezzi, entrano nella guida Abba e Procaccini a Milano e Olio a Origgio, nel Varesotto. Successi anche per Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania e Sardegna, che vedono premiati indirizzi innovativi e spesso guidati da squadre giovanissime.
Nel complesso, il firmamento italiano conta 341 ristoranti a una stella, 38 con due stelle e 15 tre stelle, per un totale di 394 insegne. Un risultato che colloca ancora una volta l’Italia al secondo posto mondiale per numero di ristoranti stellati. Tra i riconoscimenti speciali spicca quello attribuito a Heinz Beck, chef de La Pergola a Roma, nominato Chef Mentor dell’anno.