Furto con strappo a Montichiari, due condanne a quattro anni di carcere

Strapparono una collana a un’anziana mentre puliva il marciapiede: decisiva la videosorveglianza

Arriva la condanna definitiva per il furto con strappo avvenuto a Montichiari nell’ottobre di due anni fa, ai danni di una donna anziana derubata di una collana dal forte valore affettivo. Nella mattinata di mercoledì 4 febbraio, il Tribunale ha condannato due uomini a quattro anni di reclusione ciascuno, senza concessione della sospensione condizionale della pena.

I due imputati erano già stati individuati e denunciati a piede libero dalla Polizia locale di Montichiari, che li riteneva responsabili dell’episodio. Si tratta di un uomo residente a Desenzano, classe 1963, e di un secondo soggetto originario del Modenese, nato nel 1996. Entrambi sono stati ritenuti colpevoli in concorso per il reato contestato.

Il colpo ai danni dell’anziana

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima si trovava davanti alla propria abitazione intenta a pulire il marciapiede quando uno dei due uomini si sarebbe avvicinato con fare repentino, strappandole la collana dal collo. Il monile non aveva soltanto un valore economico, ma rappresentava un ricordo del marito scomparso da tempo, rendendo l’episodio particolarmente doloroso per la donna.

Dopo il gesto, l’autore materiale del furto si sarebbe allontanato rapidamente, salendo su un’autovettura dove lo attendeva il complice, che aveva il compito di garantire la fuga. L’azione si è consumata in pochi istanti, ma ha lasciato conseguenze profonde sulla vittima.

Le indagini e il ruolo delle telecamere

Le indagini avviate immediatamente dopo il furto hanno portato a risultati concreti in breve tempo. Fondamentale si è rivelato il sistema di videosorveglianza, sia quello presente nella zona del colpo sia i varchi di lettura targhe attivi sul territorio. Grazie all’analisi delle immagini, la Polizia locale è riuscita a risalire al veicolo utilizzato per la fuga e all’identità dei due sospettati.

I due uomini sono stati individuati a poche ore di distanza dal fatto, consentendo all’autorità giudiziaria di disporre le perquisizioni necessarie per approfondire il quadro investigativo.

La collana recuperata e restituita

Durante le perquisizioni ordinate dall’autorità giudiziaria, la collana sottratta è stata ritrovata. Un passaggio cruciale, che ha permesso non solo di rafforzare gli elementi probatori a carico degli imputati, ma anche di restituire il monile alla legittima proprietaria.

Un gesto che ha avuto un forte valore simbolico, restituendo alla donna un oggetto carico di significato personale, oltre che chiudere uno dei capitoli più dolorosi dell’intera vicenda.

La sentenza

Con la sentenza pronunciata il 4 febbraio, il giudice ha riconosciuto la responsabilità di entrambi gli imputati, infliggendo una pena di quattro anni di reclusione ciascuno, senza benefici di legge. La decisione mette fine a un procedimento iniziato con la denuncia e proseguito grazie a un’attività investigativa ritenuta puntuale ed efficace.

La condanna rappresenta un segnale chiaro contro i reati predatori, in particolare quelli che colpiscono le persone più vulnerabili, e conferma l’importanza degli strumenti tecnologici e della collaborazione tra polizia locale e autorità giudiziaria nel contrasto alla criminalità.

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