Brescia, prima termoablazione tiroidea: microcarcinomi senza bisturi

Agli Spedali Civili intervento innovativo mini-invasivo per trattare tumori della tiroide senza chirurgia

Un passo avanti nella medicina mininvasiva arriva dagli Spedali Civili di Brescia, dove è stato eseguito con successo il primo intervento di termoablazione tiroidea per il trattamento di microcarcinomi. Una tecnica innovativa che consente di intervenire sui noduli maligni senza ricorrere alla chirurgia tradizionale.

La procedura è stata realizzata dal professor Carlo Cappelli, direttore della Struttura semplice dipartimentale di endocrinologia e docente all’Università degli Studi di Brescia. L’intervento rappresenta un’evoluzione significativa nelle modalità di cura, offrendo ai pazienti un’alternativa meno invasiva rispetto all’operazione chirurgica.

Il trattamento si basa su una tecnologia avanzata: attraverso un sottile ago guidato da ecografia viene erogata energia termica direttamente sul nodulo, provocandone la distruzione. Questo processo consente una progressiva riduzione del volume della lesione, senza necessità di incisioni.

Uno degli aspetti più rilevanti della termoablazione è la semplicità dell’esecuzione. L’intervento avviene in anestesia locale, non lascia cicatrici e permette un rapido ritorno alle normali attività quotidiane, riducendo tempi di recupero e disagi per il paziente.

La tecnica non richiede neppure l’utilizzo della sala operatoria tradizionale. Si tratta di una procedura rapida ed efficace, che ottimizza anche le risorse ospedaliere, come sottolineato dalla direzione generale dell’Asst Spedali Civili.

Secondo il direttore generale Luigi Cajazzo, questo risultato è il frutto di investimenti mirati. L’introduzione della termoablazione rappresenta un salto di qualità nell’offerta sanitaria, grazie all’impiego di tecnologie avanzate e alla competenza del personale medico.

Dal punto di vista clinico, la termoablazione è già riconosciuta come una soluzione efficace per il trattamento dei noduli tiroidei benigni sintomatici. Oggi trova applicazione anche nei microcarcinomi papillari della tiroide in pazienti selezionati, aprendo nuove prospettive terapeutiche.

L’approccio consente infatti di evitare l’asportazione chirurgica della ghiandola o di parte di essa, riducendo i rischi associati e migliorando la qualità della vita dei pazienti. Si configura così come una valida alternativa alla chirurgia tradizionale, soprattutto nei casi in cui le condizioni cliniche lo permettono.

L’intervento eseguito a Brescia segna quindi un traguardo importante per la sanità locale e per l’evoluzione delle cure oncologiche. La medicina mininvasiva continua a guadagnare spazio, offrendo soluzioni sempre più mirate, sicure e meno impattanti.

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