Gina, 101 anni e uno spirito partigiano che non si arrende

La staffetta bresciana Luigina Forcella celebra il 25 aprile da casa, ma con la forza e la lucidità di chi ha vissuto la Resistenza sulla propria pelle

Non sarà in piazza per la prima volta, ma ci sarà con il cuore e con il pensiero. Luigina Forcella, per tutti Gina, compie 101 anni e festeggia il 25 aprile, la Festa della Liberazione, da casa, a causa delle sue condizioni fisiche. Ma la lucidità, la passione e la forza di un’anima indomita non l’hanno mai abbandonata.

“La libertà non basta mai”, dice Gina, con la voce affaticata dall’età, ma con la stessa fermezza con cui 80 anni fa percorreva le strade di Brescia da staffetta partigiana. Una giovane impiegata dell’OM Iveco che, su invito di monsignor Luigi Fossati, accettò senza esitazioni di diventare “postina” della Resistenza. Senza biglietti scritti, troppo rischiosi, portava messaggi a memoria per avvisare i perseguitati e salvarli dai rastrellamenti.

Nel 2023, a 99 anni, era ancora sul palco di piazza Loggia, simbolo della memoria bresciana. L’anno scorso ha partecipato alle celebrazioni a Sant’Eufemia, il suo quartiere natale, dimostrando che il suo legame con la memoria storica è rimasto saldo e vitale.

“Ho fatto cose pericolose, ma non sono pentita, le rifarei. L’ho fatto per la libertà che abbiamo oggi”, racconta oggi Gina, orgogliosa del suo passato nella brigata Barnaba di Giustizia e Libertà, il movimento politico e militare che fu tra le colonne della Resistenza. E ribadisce con convinzione: “Guai a sottovalutare l’importanza della Resistenza e della Costituzione”.

A parlare di lei è anche la figlia Laura, che le dedica i versi finali della poesia Ulisse di Umberto Saba: “Me al largo/sospinge ancora il non domato spirito/e della vita il doloroso amore”. Un omaggio che racconta l’infaticabile capacità di Gina di non arrendersi, di costruire relazioni, di amare la vita anche nelle sue pagine più difficili.

Gina non legge più i giornali, ma ha ben chiara la realtà politica attuale. Ricorda bene i governi di destra vissuti in gioventù, quando il fascismo cercava di soffocare la libertà, e oggi percepisce un clima simile, fatto di fastidio verso la memoria antifascista. “C’è un governo infastidito dalla Festa della Liberazione”, osserva con amarezza ma senza mai perdere lucidità.

Dopo la guerra, visse anche lo smarrimento della ricostruzione, ma fu tra le prime donne a votare, scegliendo la Repubblica. E ha continuato a votare a sinistra, portando avanti i valori che hanno guidato tutta la sua esistenza: giustizia, uguaglianza, libertà.

Anche oggi, nella sua stanza, Luigina Forcella canta ancora “Bella Ciao”, con la stessa convinzione di sempre. Perché la Resistenza non è solo un ricordo, ma un impegno quotidiano, una testimonianza viva che continua attraverso chi ha scelto – e sceglie ancora – di stare dalla parte della libertà.

Photo Credits: BresciaOggi

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