Quella che doveva essere una serata di normale assistenza si è trasformata in un intervento destinato a rimanere nella memoria di due volontari del Cosp di Flero. A Poncarale, infatti, l’arrivo dell’ambulanza per soccorrere una donna incinta ha preceduto di pochi minuti la nascita della sua bambina, avvenuta direttamente nell’abitazione di famiglia.
La richiesta di aiuto era arrivata intorno alle 18, inizialmente con un codice giallo. La donna, una 25enne senegalese alla sua prima gravidanza, aveva bisogno di assistenza a causa delle contrazioni. Quando Aurelio e Chiara sono arrivati sul posto, la situazione è apparsa subito più avanzata rispetto a quanto ipotizzato al momento della chiamata.
L’idea iniziale era quella di accompagnare la futura mamma in ospedale, ma le condizioni della donna hanno rapidamente modificato il piano. Le contrazioni, che si presentavano ogni tre minuti, sono diventate progressivamente più frequenti, arrivando a verificarsi a distanza di circa un minuto l’una dall’altra. Poco dopo, inoltre, alla 25enne si sono rotte le acque.
I due soccorritori hanno quindi richiesto rinforzi. Da Manerbio è arrivata una squadra medica con un infermiere, ma nel frattempo il parto era ormai imminente. Quando i presenti hanno visto la testa della bambina, è diventato evidente che non ci sarebbe stato il tempo di raggiungere l’ospedale.
La piccola è nata alle 19.02, direttamente nella casa della mamma. I volontari hanno assistito la donna durante il parto, che si è concluso con l’arrivo di una bambina poi chiamata Eva, mentre Hawa è il nome utilizzato nella lingua di origine della famiglia.
Nonostante il momento concitato e l’imprevisto, la giovane madre avrebbe affrontato il parto con grande tranquillità. Per Aurelio e Chiara si è trattato di una situazione del tutto inedita: pur avendo alle spalle anni di attività come volontari del soccorso, non avevano mai assistito prima alla nascita di un bambino durante un intervento.
Dopo il parto sono state effettuate le prime cure alla neonata, che ha mostrato immediatamente vitalità. Hawa ha pianto subito dopo essere venuta al mondo e, secondo il racconto dei soccorritori, ha anche cercato il contatto con la mamma, arrivando ad afferrarle la mano.
Una volta completate le prime verifiche, madre e figlia sono state accompagnate verso l’ospedale Civile di Brescia. L’ambulanza è stata affiancata durante il trasferimento dall’auto medica arrivata da Brescia, consentendo di proseguire l’assistenza anche durante il viaggio.
Le condizioni di entrambe sono risultate rassicuranti. La mamma e la neonata stanno bene, dopo un parto avvenuto in circostanze completamente diverse da quelle inizialmente previste.
Per i due volontari, però, l’intervento non si è concluso con il semplice rientro in sede. L’esperienza vissuta a Poncarale ha lasciato un ricordo particolare, tanto che Aurelio e Chiara hanno deciso di fare un piccolo regalo alla bambina.
La nascita di Hawa ha così trasformato una chiamata di emergenza in un momento speciale per i soccorritori. Una situazione iniziata con la necessità di accompagnare una donna incinta in ospedale si è conclusa invece con un parto assistito direttamente nella sua abitazione, prima del trasferimento al Civile.
Per Aurelio e Chiara, quella sera ha rappresentato un episodio insolito rispetto alla loro esperienza quotidiana nel Cosp. L’emozione per aver contribuito alla nascita della piccola Hawa si è aggiunta alla soddisfazione di aver accompagnato mamma e figlia fino all’ospedale in condizioni rassicuranti.
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