La petizione promossa da Fratelli d’Italia sulla sicurezza a Brescia, protocollata il 17 settembre, è al centro di un acceso dibattito dopo che i gruppi consiliari di maggioranza hanno sollevato seri dubbi sulla validità delle 1.371 firme raccolte dal partito di Giorgia Meloni. Tra le firme, infatti, figurano quelle di persone decedute, con uno dei firmatari addirittura morto nel 2011, di persone emigrate verso altri Comuni e, in un caso, di una persona sconosciuta all’anagrafe, sollevando sospetti su un possibile falso o la presenza di un clandestino.
Inoltre, alcune persone contattate dai gruppi consiliari hanno smentito di aver firmato la petizione, aumentando il sospetto di irregolarità. Per questo, i consiglieri di centrosinistra hanno chiesto agli uffici preposti l’accesso agli atti, sollecitando un’indagine approfondita.
Le denunce del centrosinistra
Roberto Omodei, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha definito le evidenze come “molto gravi” e ha sottolineato che, sebbene possano esserci errori occasionali nella raccolta delle firme, l’entità e la natura delle irregolarità sollevano dubbi seri. “Alcune firme non valide possono capitare, ma così dà fastidio”, ha dichiarato Omodei durante la conferenza stampa convocata dai gruppi consiliari di maggioranza, che includeva anche i rappresentanti di Brescia Attiva, Azione, Al Lavoro con Brescia, Civica Casteletti e Brescia Capitale.
La risposta di Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia, dal canto suo, ha difeso la validità della petizione. Il capogruppo Mattia Margaroli e gli altri esponenti del partito, tra cui Carlo Andreoli e Nini Ferrari, avevano già tenuto una conferenza stampa il giorno stesso della protocollazione della petizione. Margaroli ha ribadito che la raccolta delle firme è stata condotta in modo trasparente e che, sebbene siano emerse alcune problematiche, non vi è alcuna volontà di imbrogliare.
Firme invalide e dubbi sulle calligrafie
Oltre alle firme di persone decedute e non residenti, sono state individuate una trentina di firme non valide, alcune delle quali, secondo quanto riportato dalla segreteria generale del Comune, sembrano presentare “segni grafici” identici. “Non sta a noi fare le perizie calligrafiche, ma è comunque preoccupante”, ha aggiunto Omodei, evidenziando l’anomalia e chiedendo un esame più approfondito delle firme raccolte.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.