Un’aggressione culminata in una grave ferita alla gola e le indagini dei carabinieri che hanno portato all’individuazione del presunto responsabile. È quanto accaduto a Gardone Val Trompia nella notte del 6 settembre, quando un 29enne tunisino è stato soccorso con una profonda lesione al collo. Per l’episodio è stato arrestato un 28enne marocchino, già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da un provvedimento di fermo per tentato omicidio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato con una lite nell’abitazione della vittima. Il 28enne si sarebbe presentato sul posto e, in presenza di altre persone di origine nordafricana, avrebbe avuto una discussione con il 29enne. La situazione sarebbe poi degenerata in uno scontro fisico, durante il quale la vittima sarebbe stata colpita con calci e pugni.
Nel corso dell’aggressione sarebbe stato utilizzato anche un oggetto particolarmente pericoloso. Il presunto autore avrebbe infatti colpito il 29enne al collo con frammenti di una bottiglia di vetro, provocandogli una ferita profonda e una copiosa perdita di sangue.
Le condizioni dell’uomo hanno richiesto un intervento immediato dei soccorsi. Il 29enne è stato trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Civile di Brescia, dove i sanitari sono intervenuti per arrestare l’emorragia. Gli accertamenti medici hanno evidenziato anche una lesione della giugulare, rendendo necessario un delicato trattamento per salvaguardare la vita del ferito.
Parallelamente alle cure prestate in ospedale, i carabinieri della compagnia di Gardone Val Trompia hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e identificare chi avesse provocato la lesione.
Un ruolo importante nell’indagine sarebbe stato svolto dalle testimonianze raccolte dagli investigatori, insieme ai rilievi effettuati sul luogo dell’aggressione. A questi elementi si sono aggiunte le immagini degli impianti di videosorveglianza, che avrebbero consentito ai militari di ricostruire gli spostamenti del presunto responsabile.
Dagli accertamenti sarebbe emerso che, dopo l’aggressione, il 28enne si era allontanato dalla zona sfruttando il passaggio in automobile di un conoscente. Il conducente, secondo quanto riferito, non sarebbe stato a conoscenza di quanto appena accaduto e avrebbe trasportato l’uomo lontano dal luogo della lite.
Gli investigatori sono riusciti successivamente a individuare il veicolo. Quando l’auto è stata rintracciata, a bordo si trovava soltanto il conducente, che avrebbe fornito indicazioni utili agli accertamenti. In particolare, avrebbe confermato di aver accompagnato il cittadino marocchino, descrivendolo come sporco di sangue. Dopo essere sceso dall’automobile, il 28enne avrebbe proseguito il proprio allontanamento a piedi, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.
Le indagini hanno quindi consentito di identificare il presunto aggressore e di seguirne gli spostamenti. L’uomo è stato infine individuato dalla Polizia di Frontiera al confine tra Italia e Francia, mentre si trovava in procinto di lasciare il territorio nazionale. Nei suoi confronti è stato eseguito il fermo disposto dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta per tentato omicidio.
Dopo il fermo, il 28enne è stato trasferito nel carcere di Sanremo. A suo carico l’accusa contestata è quella di tentato omicidio, in relazione alla violenta aggressione ai danni del 29enne tunisino e alla grave ferita riportata al collo.
L’attività investigativa condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gardone Val Trompia ha quindi permesso di ricostruire, attraverso testimonianze, immagini e verifiche sul territorio, le fasi successive all’aggressione e di individuare il presunto responsabile prima che potesse lasciare definitivamente l’Italia.
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