Un evento storico ha interessato la diga di Salionze, fondamentale per la gestione delle acque del lago di Garda e del sistema fluviale Sarca-Garda-Mincio. Dopo circa 70 anni, le vecchie paratoie sono state sostituite con strutture moderne, più efficienti e precise nella regolazione dei flussi idrici. Le nuove paratoie, lunghe 10 metri, alte 3 e dal peso di 180 quintali, miglioreranno la gestione dell’acqua, garantendo una maggiore sicurezza idraulica e ambientale.
La storia della regolazione del lago di Garda
Le precedenti paratoie erano state installate tra il 1942 e il 1948, consentendo una regolazione parziale dei flussi che entrò a pieno regime nel 1950. Il lago di Garda, tra il 1930 e il 1960, passò gradualmente da bacino naturale a serbatoio regolato artificialmente. Questa trasformazione fu determinata dalla costruzione di impianti idroelettrici a monte (Molveno, Ledro e Valvestino) e dall’erezione dello sbarramento di Salionze sul fiume Mincio, oltre alla realizzazione della galleria scolmatrice Mori-Torbole, che collega il Garda con l’Adige.
Il ruolo della diga di Salionze
Lo sbarramento di Salionze, operativo dal 1960, permette di controllare il deflusso delle acque del Garda attraverso il Mincio, regolando i livelli idrici in base alle esigenze stagionali. Questa gestione assicura un equilibrio tra approvvigionamento idrico, sicurezza idraulica ed ecosistema lacustre, rispettando i livelli minimi e massimi stabiliti per la salvaguardia del territorio.
Con la sostituzione delle paratoie, l’intero sistema di regolazione si modernizza, migliorando l’efficienza della gestione idrica e la tutela dell’ambiente circostante.