Nella seconda parte della settimana l’arrivo di masse d’aria fredde dal Nord Europa determinerà un netto calo termico sulle regioni settentrionali. Le massime, che ad inizio settimana raggiungono ancora i 16–19°C, scenderanno progressivamente fino a non superare i 5–9°C.
Le prime ore del mattino saranno caratterizzate da freddo più incisivo: al Nordovest le minime potranno toccare lo zero in pianura, con gelate diffuse fino alle aree collinari di media quota. Una diminuzione più contenuta, ma comunque evidente, interesserà anche il Nordest e parte del Centro, dove le minime si porteranno intorno ai 5–6°C. Al Sud, invece, la presenza di correnti miti meridionali manterrà un clima ancora sopra la media, con punte vicine — e localmente superiori — ai 20°C.
Le città offriranno un quadro esemplificativo del cambiamento: Torino e Milano scenderanno dai 17°C attuali a 5–8°C entro venerdì; Bologna passerà dai 18–19°C a 4–6°C; Udine da 15–16°C a 5–6°C; Firenze da 19°C a 9–10°C; Roma da 21°C a 14–15°C; Cagliari da 23°C a 15–16°C.
Secondo il meteorologo di 3bmeteo, Manuel Mazzoleni, nei prossimi giorni correnti fredde provenienti dai Paesi nordici scivoleranno sull’Europa centro-settentrionale prima di raggiungere l’Europa sud-occidentale. L’area passerà rapidamente da valori termici superiori alle medie stagionali di 3–4°C a temperature che risulteranno fino a 8–10°C sotto le medie.
Anche l’Italia sarà coinvolta da questa dinamica: le regioni centro-settentrionali risentiranno maggiormente dell’afflusso freddo, mentre il Sud continuerà a sperimentare un clima più mite ma spesso disturbato da condizioni di instabilità.
La perturbazione che ha interessato il weekend continuerà a muoversi lentamente verso i Balcani, mantenendo tra martedì e mercoledì un cielo molto nuvoloso sul Centro-Sud, con rovesci e temporali più probabili lungo l’Adriatico e sul medio-basso Tirreno. Mercoledì l’instabilità coinvolgerà l’estremo Sud, con una parentesi di parziale miglioramento successivo.
Nel frattempo, un fronte freddo avanzerà dall’Europa settentrionale portando giovedì un peggioramento sulle regioni centrali e su parte del Nord, specialmente lungo i rilievi e nel Triveneto. I primi fiocchi potranno comparire sulle Alpi di confine a quote collinari e, sull’Appennino settentrionale, localmente sotto i 1.500 metri.
L’evoluzione successiva non appare ancora univoca secondo i modelli, ma è possibile che un’area di bassa pressione rimanga attiva sull’Italia, favorendo un nuovo episodio di instabilità tra venerdì e sabato. Durante questa fase non si escludono fenomeni intensi, con nevicate possibili a quote collinari su Alpi di confine, Dolomiti, Cadore e Appennino settentrionale. Sabato i fiocchi potrebbero addirittura raggiungere altitudini più basse sull’Appennino tosco-emiliano e sulle Alpi orientali.
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