Il comparto degli affitti brevi in provincia di Brescia continua la sua espansione e si conferma uno dei segmenti più dinamici del turismo locale. Il giro d’affari generato dalle Case e appartamenti vacanze (Cav) potrebbe arrivare nel 2026 a circa 580 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe un valore indotto stimato in altri 420 milioni.
La crescita del settore, secondo le stime riportate, procede con un ritmo vicino al 10% annuo. Gli oltre 10mila Cav presenti sul territorio provinciale rappresentano ormai una componente rilevante dell’offerta ricettiva, capace di generare complessivamente un movimento economico vicino al miliardo di euro tra ricavi diretti e attività collegate.
Un sistema turistico in continua crescita
I numeri mostrano un’espansione significativa degli affitti brevi nel territorio bresciano. Il fatturato stimato per il 2026 supera quello degli anni precedenti: nel 2024 il valore del comparto era indicato in circa 480 milioni di euro, mentre nel 2025 avrebbe raggiunto quota 530 milioni.
A incidere sul risultato non è soltanto il volume degli affitti, ma anche l’effetto economico generato dai visitatori sul territorio. Secondo uno studio di ReportAziende citato nell’analisi, ogni euro speso negli affitti brevi può produrre fino a 1,8 euro di indotto, attraverso consumi, servizi turistici, ristorazione, commercio e attività collegate.
Garda protagonista del fenomeno
La crescita dei Cav riguarda l’intera provincia, ma la concentrazione maggiore si registra nelle principali aree turistiche. Circa due terzi delle strutture bresciane si trovano sul lago di Garda, mentre una quota significativa riguarda la città di Brescia.
Il restante patrimonio ricettivo è distribuito tra altri territori a vocazione turistica come Sebino, Franciacorta, Valle Camonica, Valtrompia e Valsabbia.
A livello regionale, la Lombardia conta 79.538 strutture registrate per gli affitti brevi secondo i dati del ministero del Turismo, mentre in provincia di Brescia sono 10.293, un numero inferiore soltanto a quello dell’area milanese.
La crescita porta anche nuove criticità
L’espansione del settore ha però aperto un dibattito sugli effetti nei territori maggiormente interessati. La forte presenza di affitti brevi nelle località turistiche viene collegata al rischio di trasformazione dei centri storici, aumento dei prezzi degli immobili e maggiore pressione sul mercato abitativo.
Il fenomeno viene osservato anche a livello europeo. La Commissione europea ha recentemente presentato l’Affordable Housing Act, una proposta orientata a fornire nuovi strumenti agli Stati, alle regioni e ai Comuni per affrontare la difficoltà di accesso alla casa nelle aree dove la domanda abitativa è più elevata.
Tra le possibili misure discusse rientrano anche interventi sulla regolamentazione degli affitti brevi, soprattutto nei territori caratterizzati da una forte concentrazione turistica.
Desenzano tra le località più interessate
Tra i comuni bresciani dove il tema abitativo risulta più evidente c’è Desenzano del Garda, inserita nel Piano dell’offerta abitativa dell’Ambito gardesano come zona con fabbisogno abitativo “elevato”.
I dati mostrano una crescita costante degli appartamenti vacanze presenti in città. Nel 2025 sono stati censiti 1.165 alloggi turistici per un totale di 5.048 posti letto. Nel 2024 erano 1.068 appartamenti con 4.688 posti letto, mentre nel 2023 il numero era fermo a 949 strutture.
In quattro anni, quindi, il numero degli appartamenti destinati agli affitti brevi è aumentato del 51%, alimentando il confronto sulla necessità di eventuali strumenti di regolazione.
L’assessora al Turismo di Desenzano Stefania Lorenzoni ha sottolineato l’importanza di riconoscere ai Comuni maggiori possibilità di intervento nelle situazioni in cui gli affitti brevi producono effetti sul territorio, evidenziando però che la questione abitativa richiede anche altre politiche e investimenti dedicati alla casa.
Sirmione introduce regole sugli affitti brevi
Anche Sirmione ha scelto di intervenire sul tema attraverso un regolamento specifico dedicato agli affitti turistici. Le norme prevedono alcuni requisiti legati agli immobili, tra cui disponibilità di parcheggi, conformità degli impianti, verifica della regolarità degli alloggi e rapporto tra capacità ricettiva e superficie catastale.
Il regolamento è stato oggetto di ricorsi e contestazioni, ma successivamente è stato confermato attraverso pronunce del Tar e della Corte costituzionale.
Il settore degli affitti brevi bresciani continua dunque a rappresentare una risorsa economica rilevante per il turismo, mentre cresce il confronto sul modo migliore per bilanciare sviluppo ricettivo e necessità abitative dei residenti.
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