Il tema dell’energia torna al centro del dibattito industriale bresciano. Confindustria Brescia sollecita interventi rapidi sul fronte della politica energetica, evidenziando le difficoltà affrontate dalle imprese a causa dei costi elevati e delle nuove regole europee sulle emissioni.
Il presidente dell’associazione, Paolo Streparava, ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che potrebbero derivare dall’applicazione del Regolamento europeo 2024/1787 sulle emissioni di metano, che dal primo gennaio 2027 interesserà anche le importazioni di gas, petrolio e carbone nell’Unione Europea.
Secondo la normativa, gli importatori dovranno dimostrare che i produttori esteri rispettano determinati criteri europei nella misurazione e nella comunicazione delle emissioni. Gli obblighi ricadranno quindi sugli operatori che acquistano le materie prime, anche se non hanno un controllo diretto sui siti produttivi nei Paesi di origine.
Le preoccupazioni delle imprese sui costi energetici
Il settore industriale bresciano evidenzia il rischio di un ulteriore aumento degli oneri in un contesto già caratterizzato da prezzi energetici elevati e forte instabilità internazionale.
Secondo Confindustria Brescia, la difficoltà principale riguarda il rapporto tra gli obiettivi ambientali europei e la competitività delle aziende che operano sui mercati internazionali. La posizione espressa dall’associazione è che eventuali restrizioni sulle importazioni potrebbero modificare le dinamiche commerciali senza incidere direttamente sulla quantità complessiva di emissioni prodotte a livello globale.
L’Italia, inoltre, presenta una forte dipendenza dalle importazioni di gas naturale. Il Paese acquista dall’estero circa il 95% del gas consumato, con forniture provenienti principalmente da Algeria, Azerbaigian e gas naturale liquefatto (Gnl).
Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nel primo semestre dell’anno una quota significativa della domanda italiana è arrivata dall’Algeria, dall’Azerbaigian e dai carichi di Gnl, utilizzati anche per compensare la riduzione delle forniture provenienti dalla Russia.
I consumi energetici in Italia e a Brescia
Le stime elaborate da Confindustria Brescia indicano un consumo nazionale di gas naturale pari a circa 62,03 miliardi di metri cubi annui nel 2025. Di questi, circa 22 miliardi di metri cubi sono stati destinati al settore termoelettrico.
Anche il territorio bresciano registra un consumo rilevante: la provincia utilizza circa 1,39 miliardi di metri cubi di gas all’anno, pari a circa il 2,2% del consumo nazionale.
Il quadro dei prezzi resta caratterizzato da tensioni. Nelle settimane recenti il valore del gas al mercato Psv ha raggiunto livelli vicini ai 90 centesimi di euro al metro cubo, valori influenzati dalla situazione internazionale e dalle dinamiche del mercato energetico.
Anche il costo dell’elettricità continua a rappresentare un elemento di pressione per le aziende. Per il mese di settembre il prezzo medio italiano dell’energia elettrica ha superato i 200 euro per megawattora, con punte orarie comprese tra 270 e 280 euro/MWh. In altri grandi Paesi europei concorrenti dell’Italia, come Francia, Germania e Spagna, i valori medi mensili sono risultati inferiori, intorno ai 130-140 euro/MWh.
Le richieste sul regolamento europeo
Sul fronte delle nuove norme sulle emissioni di metano, Confindustria Brescia richiama la necessità di un periodo di transizione e di strumenti che tengano conto delle responsabilità effettivamente controllabili dagli operatori.
Tra le richieste indicate figurano una revisione delle tempistiche, una possibile sospensione delle sanzioni e l’introduzione di misure che garantiscano la sicurezza degli approvvigionamenti energetici.
L’associazione sottolinea inoltre l’importanza di prevedere regole proporzionate rispetto agli obblighi richiesti agli importatori e un periodo transitorio sufficientemente ampio per consentire alle imprese di adeguarsi.
Il ruolo del nucleare nel futuro energetico
Dopo l’approvazione in Senato del disegno di legge sul nucleare, Confindustria Brescia guarda con interesse allo sviluppo dell’energia nucleare di nuova generazione come possibile elemento del futuro mix energetico.
Secondo l’associazione, l’integrazione tra nucleare e fonti rinnovabili potrebbe contribuire a garantire una maggiore stabilità nella produzione di energia e una riduzione della dipendenza da fornitori esterni.
Il tema resta inserito nel più ampio confronto nazionale sulle strategie energetiche, che comprende sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e competitività industriale.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.