Il costo dei rifornimenti torna a pesare sui bilanci degli automobilisti italiani. In appena due giorni, il prezzo del gasolio ha registrato un nuovo aumento che, secondo le rilevazioni del Codacons, si traduce in circa un euro in più per un pieno rispetto all’inizio della settimana.
L’associazione dei consumatori monitora quotidianamente l’andamento dei listini alla pompa e ha messo a confronto i prezzi rilevati il 7 ottobre con quelli del 5 ottobre, ultima giornata nella quale era ancora applicato lo sconto sulle accise di 6,1 centesimi al litro.
Il confronto evidenzia un andamento particolarmente sfavorevole per chi utilizza vetture diesel. Sulla rete ordinaria il prezzo medio del gasolio è aumentato di 1,9 centesimi al litro, mentre sulle autostrade l’incremento raggiunge 2,1 centesimi.
L’aumento arriva dopo lo stop allo sconto
Il nuovo rincaro si inserisce in una fase nella quale il prezzo dei carburanti continua a risentire delle decisioni fiscali legate alle accise. Dal 5 ottobre è terminata infatti l’applicazione della riduzione di 6,1 centesimi prevista sul gasolio.
Secondo il Codacons, gli effetti della fine dello sconto si stanno facendo sentire nonostante alcune compagnie petrolifere abbiano introdotto riduzioni di prezzo e meccanismi di price cap con l’obiettivo di contenere l’impatto sui consumatori.
Il risultato osservato sul mercato, tuttavia, rimane differente a seconda del tipo di carburante. Il diesel ha infatti seguito una traiettoria crescente, mentre la benzina ha registrato una variazione opposta.
Benzina in controtendenza
Nel medesimo arco temporale considerato dall’associazione, il prezzo medio della benzina è diminuito. Sulla rete ordinaria la riduzione è stata pari a 0,8 centesimi al litro, mentre in autostrada il calo ha raggiunto 1,1 centesimi.
Si tratta quindi di un andamento diverso rispetto a quello del gasolio, che ha invece visto aumentare i costi proprio nei giorni immediatamente successivi alla conclusione dello sconto sulle accise.
La differenza tra i due carburanti si riflette direttamente sulle spese sostenute dagli automobilisti, soprattutto per chi percorre molti chilometri e utilizza abitualmente una vettura alimentata a gasolio.
Il peso sui proprietari di auto diesel
A fronte dell’incremento registrato dai listini, il Codacons richiama l’attenzione sulle conseguenze per i consumatori. In Italia sono 16,6 milioni le persone proprietarie di automobili diesel che, secondo l’associazione, si trovano ora a sostenere costi più elevati per il rifornimento.
L’aumento registrato in un periodo molto breve rende particolarmente evidente l’effetto delle variazioni dei prezzi alla pompa. Un incremento di quasi due centesimi al litro può infatti trasformarsi in circa un euro aggiuntivo quando si effettua un pieno, considerando la quantità complessiva di carburante acquistata.
Il dato assume maggiore rilevanza per chi utilizza quotidianamente l’auto per motivi di lavoro, per gli spostamenti pendolari o per attività che richiedono percorrenze elevate.
La questione delle accise mobili
Nel suo intervento, il Codacons torna inoltre sulla mancata attivazione delle cosiddette accise mobili, il meccanismo che avrebbe dovuto consentire di intervenire sulla componente fiscale dei carburanti in presenza di determinati aumenti dei prezzi.
Secondo l’associazione, nonostante gli annunci e le attese legate a questo strumento, il meccanismo non sarebbe stato introdotto. La conseguenza, nella lettura del Codacons, è che gli automobilisti si trovano a dover assorbire direttamente l’incremento dei costi del diesel.
La situazione viene quindi osservata con particolare attenzione anche in relazione alle prossime evoluzioni dei prezzi. Da un lato le compagnie stanno adottando iniziative commerciali per contenere i listini, dall’altro la conclusione dello sconto sulle accise ha contribuito a rendere più costoso il rifornimento di gasolio.
Per gli automobilisti, la differenza rispetto alla benzina è già evidente nelle rilevazioni di questi primi giorni: mentre il diesel ha registrato un aumento sia sulla rete ordinaria sia sulle autostrade, la benzina ha seguito una direzione opposta.
Il monitoraggio dei prezzi continuerà quindi a essere determinante per valutare se l’incremento del gasolio rappresenti una variazione limitata nel tempo oppure l’inizio di una fase più prolungata di rincari. Per i milioni di automobilisti che utilizzano il diesel, anche pochi centesimi in più al litro possono tradursi in una spesa significativa nell’arco dell’anno.
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