L’aumento dei casi di morbillo negli Stati Uniti riporta l’attenzione internazionale su una delle malattie infettive più contagiose. Mentre nello Stato di New York sono state adottate misure straordinarie per contrastare la diffusione del virus, anche in Italia le autorità sanitarie stanno monitorando l’andamento delle infezioni e le coperture vaccinali.
In Lombardia, secondo gli ultimi dati disponibili della sorveglianza regionale riportati, nel corso del 2026 sono stati registrati finora 22 casi di morbillo, tre dei quali a Brescia. Numeri contenuti rispetto a quelli osservati in altri territori, ma che non permettono di abbassare l’attenzione proprio per l’elevata capacità di trasmissione del virus.
Il confronto con il 2025 mostra per il momento un dato regionale inferiore: lo scorso anno in Lombardia erano stati rilevati complessivamente 79 casi, quattro dei quali nel Bresciano. Sul totale aveva inciso anche un focolaio da 32 contagi registrato a Milano.
New York dichiara lo stato di emergenza
La situazione appare decisamente più critica negli Stati Uniti. La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha annunciato uno stato di emergenza straordinaria per il morbillo, motivando il provvedimento con l’incremento dei casi osservato soprattutto nelle aree rurali.
Dall’inizio dell’anno nello Stato sarebbero stati registrati 108 casi, mentre nel 2023 ne era stato segnalato soltanto uno. Il provvedimento punta, tra le altre cose, ad ampliare il numero di professionisti sanitari autorizzati a effettuare vaccinazioni e test.
L’attenzione riguarda anche gli Stati confinanti. In Pennsylvania vengono segnalati 198 ricoveri e cinque decessi tra persone che avevano contratto la malattia, mentre un incremento delle infezioni è stato osservato anche in Ohio.
In Italia 472 contagi nei primi cinque mesi
Anche il quadro nazionale viene seguito con attenzione. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati in Italia 472 casi di morbillo, contro i 322 indicati per il 2025.
Il bilancio potrebbe aumentare considerando le segnalazioni ancora in fase di classificazione: 609 casi risultano indicati come possibili o probabili e necessitano quindi delle verifiche previste dalla sorveglianza epidemiologica.
Di fronte alla ripresa dei contagi, il Ministero della Salute ha richiamato Regioni e istituzioni sanitarie sulla necessità di rafforzare il monitoraggio e le campagne di immunizzazione. Particolare attenzione viene rivolta ai giovani adulti tra i 15 e i 39 anni e ai bambini che hanno ricevuto soltanto la prima delle due dosi previste.
La situazione tra Lombardia e Brescia
In questo contesto, i dati lombardi indicano per il 2026 22 infezioni complessive, delle quali tre localizzate nel territorio bresciano.
Il numero resta distante dai 79 casi dell’intero 2025, ma il confronto deve tenere conto sia del periodo dell’anno considerato sia della capacità del morbillo di generare rapidamente nuovi focolai quando incontra gruppi di persone non immunizzate.
Il virus è infatti caratterizzato da una contagiosità estremamente elevata. Una persona infetta può trasmettere il morbillo a numerosi soggetti suscettibili, rendendo particolarmente importante individuare rapidamente i casi e mantenere alte le coperture vaccinali.
Perché le due dosi sono importanti
La vaccinazione rappresenta il principale strumento di prevenzione. Il ciclo di immunizzazione contro il morbillo prevede due dosi, con la prima somministrata dopo il compimento del primo anno di vita e la seconda generalmente prevista tra i 5 e i 6 anni.
I dati relativi al 2024 evidenziano una differenza significativa tra la copertura raggiunta con la prima e quella ottenuta con la seconda somministrazione.
Per la prima dose, la copertura media nazionale risultava pari al 94,7%, quindi vicina alla soglia del 95% indicata come obiettivo per ostacolare efficacemente la circolazione del virus. Le differenze territoriali rimanevano tuttavia marcate: Lombardia e Molise superavano il 98%, mentre la Sicilia si attestava intorno all’88%.
La situazione risultava meno favorevole per il completamento del ciclo. Con la seconda dose nessuna Regione raggiungeva il 95% di copertura e soltanto sette superavano il 90%.
L’attenzione resta sulla prevenzione
Il dato lombardo mostra dunque una circolazione finora limitata rispetto ai numeri registrati complessivamente in Italia, mentre a Brescia sono stati segnalati tre casi dall’inizio del 2026. L’elevata contagiosità del morbillo rende però essenziale mantenere una sorveglianza costante.
L’obiettivo delle strategie sanitarie rimane quello di ridurre il numero di persone suscettibili all’infezione, completando i cicli vaccinali e recuperando chi non ha ricevuto le dosi previste. L’andamento osservato negli Stati Uniti evidenzia infatti quanto rapidamente il morbillo possa tornare a diffondersi quando trova comunità con una quota sufficiente di persone non immunizzate.
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