Controlli dei Nas a Castiglione delle Stiviere: irregolarità nelle cure domiciliari
Un’attività dedicata all’assistenza sanitaria a domicilio e alle cure palliative, operativa senza aver completato gli adempimenti previsti dalla normativa, è stata individuata dai carabinieri a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova.
L’accertamento è stato effettuato dai militari del Nucleo antisofisticazioni e sanità, intervenuti insieme ai colleghi della Compagnia territoriale per verificare la regolarità dei servizi offerti.
L’ispezione ha portato alla scoperta di diverse anomalie amministrative e nella gestione dei medicinali. All’interno della struttura erano infatti conservati farmaci, dispositivi sanitari e documentazione medica che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non risultavano gestiti nel rispetto di tutte le disposizioni previste.
Il materiale sottoposto a sequestro ha un valore stimato di circa 50mila euro, mentre le violazioni amministrative contestate hanno comportato sanzioni per complessivi 17mila euro.
Un infermiere di 37 anni, residente nel comune mantovano e responsabile del coordinamento delle attività assistenziali, è stato denunciato all’autorità giudiziaria.
Farmaci sottoposti a controllo e prescrizioni incomplete nei locali
Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante l’ispezione riguarda la tipologia di medicinali presenti nella sede.
I carabinieri hanno rinvenuto numerose confezioni di farmaci, tra cui prodotti contenenti sostanze stupefacenti o comunque soggette a specifiche disposizioni di controllo.
Si tratta di medicinali per i quali la normativa prevede particolari obblighi di registrazione e tracciabilità, proprio in ragione delle sostanze contenute e delle modalità di impiego.
Durante gli accertamenti è stata inoltre rilevata l’assenza del registro di carico e scarico previsto per la gestione di questi prodotti.
Tale documentazione serve a ricostruire i movimenti dei medicinali soggetti a controllo, verificandone l’ingresso, la disponibilità e l’utilizzo.
La mancata tenuta del registro figura tra le irregolarità contestate nell’ambito dell’attività ispettiva.
Nei locali sono state trovate anche cinque ricette mediche del tipo comunemente definito ricetta rossa, sulle quali erano già presenti il timbro e la firma di un medico, ma non risultavano ancora inseriti i dati necessari alla compilazione.
Il ritrovamento delle prescrizioni incomplete è stato inserito tra gli elementi acquisiti durante il controllo.
Una succursale collegata a una società di Milano
Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, l’attività individuata a Castiglione delle Stiviere faceva riferimento a una società con sede a Milano, operante nel settore dell’assistenza domiciliare integrata e delle cure palliative.
La presenza nel Mantovano risalirebbe ad alcuni mesi prima dell’ispezione, quando sarebbe stata avviata una sede distaccata all’interno di locali destinati anche ad attività formative.
La struttura era quindi collegata a un’organizzazione già attiva nel settore dei servizi socio-sanitari, ma per la sede di Castiglione non sarebbe stato completato un passaggio amministrativo necessario all’esercizio dell’attività.
Gli investigatori hanno infatti rilevato che non era stata trasmessa all’Ats Val Padana la Segnalazione certificata di inizio attività, conosciuta come Scia.
La comunicazione rappresenta uno degli adempimenti previsti per l’avvio delle attività soggette alla relativa disciplina autorizzativa e di controllo.
La sua assenza ha contribuito alle contestazioni formulate dopo l’ispezione.
Infermiere di 37 anni denunciato dopo l’ispezione
Al termine degli accertamenti, i militari hanno segnalato all’autorità giudiziaria un infermiere di 37 anni residente a Castiglione delle Stiviere.
L’uomo, secondo quanto riferito dagli investigatori, svolgeva funzioni di coordinamento del personale impegnato nell’assistenza domiciliare.
Le contestazioni riguardano diversi aspetti dell’attività svolta nella sede mantovana.
Tra questi figurano l’ipotesi di esercizio abusivo di attività socio-sanitaria e le irregolarità nella gestione dei medicinali soggetti a particolari obblighi di registrazione.
È stata inoltre rilevata l’omessa comunicazione relativa a un’attività di massaggi praticati esclusivamente per finalità di benessere.
La denuncia rappresenta una segnalazione all’autorità giudiziaria e non equivale a un accertamento definitivo di responsabilità penale.
Le circostanze contestate dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.
Sequestrati medicinali e dispositivi per circa 50mila euro
Il controllo ha comportato il sequestro del materiale sanitario individuato nei locali.
Il provvedimento ha interessato le confezioni di medicinali, i dispositivi medici e la documentazione rinvenuta durante l’ispezione, per un valore complessivo stimato intorno ai 50mila euro.
La presenza di farmaci soggetti a regole particolari di conservazione e registrazione ha assunto un ruolo centrale negli accertamenti.
Nel settore delle cure palliative, la disponibilità di medicinali specifici può essere parte integrante dell’assistenza ai pazienti, ma il loro utilizzo deve avvenire nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle procedure previste.
Le verifiche dei Nas si sono quindi concentrate anche sulla documentazione necessaria a ricostruire la gestione dei prodotti presenti nella struttura.
Il valore del materiale sequestrato è distinto dalle sanzioni amministrative, che ammontano invece a 17mila euro.
Non sono state diffuse ulteriori informazioni sull’eventuale numero di pazienti assistiti dalla sede o su possibili conseguenze cliniche collegate alle irregolarità riscontrate.
Sanzioni per 17mila euro e richiesta di sospensione
Oltre alla denuncia, l’ispezione ha portato all’applicazione di provvedimenti amministrativi.
Per le violazioni rilevate, sono state contestate sanzioni per un importo complessivo di 17mila euro.
I carabinieri hanno inoltre trasmesso all’Ats Val Padana una richiesta finalizzata alla sospensione dell’attività di assistenza domiciliare e cure palliative svolta dalla sede di Castiglione delle Stiviere.
La decisione sull’eventuale interruzione dei servizi spetta all’autorità sanitaria territorialmente competente.
La richiesta avanzata dai militari non coincide quindi con un provvedimento di sospensione già adottato.
Sarà l’Ats a valutare gli elementi raccolti durante l’ispezione e a determinare gli eventuali interventi di propria competenza.
Cure domiciliari e palliative, l’importanza dei controlli sanitari
L’assistenza domiciliare integrata e le cure palliative comprendono prestazioni destinate a persone che necessitano di supporto sanitario al di fuori delle strutture ospedaliere.
In questi contesti, l’organizzazione dei servizi richiede il rispetto di procedure amministrative, professionali e sanitarie, comprese quelle relative alla gestione dei medicinali.
Particolare attenzione viene riservata ai farmaci contenenti sostanze sottoposte a controllo, per i quali sono previsti specifici obblighi documentali.
La tracciabilità dei medicinali e la regolarità delle attività assistenziali costituiscono elementi fondamentali per la sicurezza e la corretta organizzazione dei servizi sanitari.
L’intervento dei Nas nel Mantovano si inserisce nell’ambito delle verifiche finalizzate ad accertare il rispetto di queste disposizioni.
Nel caso della sede di Castiglione delle Stiviere, gli accertamenti hanno evidenziato criticità sia sul piano amministrativo sia nella gestione dei prodotti sanitari.
Attesa la decisione dell’Ats Val Padana
La vicenda resta aperta sul piano amministrativo e giudiziario.
Dopo il sequestro del materiale, la denuncia dell’infermiere e le sanzioni contestate, il prossimo passaggio riguarda la valutazione dell’Ats Val Padana sulla richiesta di sospensione dell’attività.
L’autorità sanitaria dovrà esaminare le risultanze degli accertamenti e stabilire gli eventuali provvedimenti da adottare.
Nel frattempo, le contestazioni emerse durante il controllo delineano un quadro di irregolarità che coinvolge l’avvio della sede, la documentazione sanitaria e la gestione dei farmaci.
Il bilancio dell’operazione comprende un infermiere denunciato, materiale sequestrato per circa 50mila euro e sanzioni amministrative pari a 17mila euro.
L’esito degli ulteriori accertamenti consentirà di definire le conseguenze per l’attività di cure domiciliari e palliative individuata a Castiglione delle Stiviere.
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