La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva le condanne per Patrick Kassen e Christian Teismann, i due turisti tedeschi coinvolti nell’incidente nautico costato la vita a Greta Nedrotti e Umberto Garzarella, travolti nella notte tra il 19 e il 20 giugno 2021 nel golfo di Salò. I giudici hanno rigettato i ricorsi presentati dalle difese per entrambi gli imputati, stabilendo l’irrevocabilità della pena: quattro anni e sei mesi per Kassen, che conduceva il motoscafo Riva, e due anni e undici mesi per Teismann, proprietario dell’imbarcazione.
È stato però annullato, con rinvio alla Corte d’Appello di Brescia, il provvedimento di confisca del motoscafo Riva, limitando a questo aspetto la revisione del procedimento. La decisione accoglie parzialmente le richieste della difesa, ma lascia immutate le responsabilità penali.
La tragedia si consumò in piena notte, quando l’imbarcazione dei due turisti investì il piccolo gozzo su cui si trovavano Garzarella e Nedrotti, causando la morte immediata di entrambi. I due giovani erano fermi nel golfo, e le indagini – partite poche ore dopo l’impatto grazie all’intervento dei carabinieri di Salò – portarono rapidamente all’identificazione dei responsabili.
Nel corso del processo, uno dei nodi centrali è stato lo stato di ebbrezza di Patrick Kassen al momento dell’impatto. Le immagini registrate da un centro nautico, in cui si vede Kassen cadere sulla barca “a peso morto”, e numerose testimonianze, hanno contribuito a confermare l’alterazione psicofisica del conducente. Il procuratore generale ha evidenziato l’accurata ricostruzione svolta dalla corte territoriale, sottolineando la convergenza degli elementi a dimostrazione della grave imprudenza dell’imputato.
La requisitoria ha inoltre messo in luce le responsabilità di Christian Teismann, il quale, pur non essendo alla guida, avrebbe dovuto impedire all’amico di pilotare l’imbarcazione, data la sua evidente alterazione. Il pg ha dichiarato che le condizioni del Kassen, dovute a un massiccio consumo di alcolici nel corso della giornata e della serata, erano facilmente percepibili e note a Teismann, che le aveva condivise sin dalle prime ore del giorno, tra bevute ripetute e alcolici forti consumati al ristorante.
Nonostante l’assenza degli imputati in aula, la Suprema Corte ha confermato la solidità dell’impianto accusatorio, respingendo i rilievi delle difese, che avevano sollevato presunti vizi nella motivazione della sentenza, in particolare in relazione alla valutazione delle prove sull’ebbrezza di Kassen.
La famiglia delle vittime ha accolto la sentenza con amarezza e dolore, ribadendo che nessuna condanna potrà mai restituire Greta e Umberto, sottolineando come, per loro, si tratti di “una condanna a vita”.
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