Foggia ricorda Luigi Pinto, la vittima più giovane della strage di piazza Loggia

A 51 anni dall’attentato di Brescia, una cerimonia per onorare il docente foggiano morto per difendere la democrazia

Strage piazza della Loggia

Foggia commemora Luigi Pinto, il più giovane tra gli otto caduti nella strage di piazza della Loggia a Brescia, avvenuta il 28 maggio 1974. L’insegnante pugliese, appena 25enne, rimase gravemente ferito dall’esplosione della bomba collocata in un cestino dei rifiuti durante una manifestazione antifascista, e morì dopo cinque giorni di agonia, il 1° giugno.

In occasione del 51° anniversario della sua morte, domenica 1 giugno, le istituzioni foggiane renderanno omaggio alla memoria del docente con una cerimonia ufficiale, durante la quale verrà deposta una corona d’alloro presso il monumento che lo ricorda, alla presenza della sindaca Maria Aida Episcopo e delle autorità civili e militari.

“La cultura della memoria deve guidare chi ricopre ruoli istituzionali”, ha dichiarato la sindaca Episcopo, sottolineando l’importanza di non dimenticare “un giovane che ha perso la vita mentre manifestava pacificamente per la democrazia”. Un gesto simbolico ma significativo, che intende trasmettere alle nuove generazioni il valore della partecipazione civile e della difesa dei principi costituzionali, in un momento storico in cui il ricordo rischia di essere messo in discussione.

L’attentato di piazza della Loggia fu uno degli episodi più tragici della strategia della tensione che insanguinò l’Italia negli anni ’70. Quel giorno, alle 10.12, una bomba esplose nel pieno della manifestazione antifascista, provocando otto morti e oltre cento feriti. L’attacco fu rivendicato da ambienti neofascisti, e per anni è rimasto simbolo di una verità giudiziaria difficile da affermare e di un contesto politico profondamente lacerato.

Paolo Pinto, fratello di Luigi, ha ribadito il monito contro ogni tentativo di riscrittura storica, ricordando le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel recente messaggio del 28 maggio: “Vincere i terrorismi e sventare i piani eversivi è stato un percorso doloroso, pagato con il sangue di tanti innocenti”. Paolo Pinto ha poi aggiunto: “Le società senza ricordi sono destinate a commettere gli stessi errori”, sottolineando la necessità di custodire la verità storica come baluardo contro ogni deriva antidemocratica.

La figura di Luigi Pinto resta emblematica di una generazione che ha scelto l’impegno civile e la partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. Il suo sacrificio, così come quello delle altre vittime di Brescia, continua a essere un monito contro ogni forma di estremismo e violenza politica.

Redazione

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