Nel 2025 il gioco d’azzardo ha movimentato nel Bresciano 3,2 miliardi di euro, con un incremento di circa 150 milioni rispetto all’anno precedente. Una cifra che comprende Gratta e Vinci, slot machine, scommesse e soprattutto piattaforme digitali, sempre più presenti nelle abitudini di gioco. Il dato emerge dalle elaborazioni del Libro nero dell’azzardo, realizzate da GiocoResponsabile.info, che collocano la provincia al decimo posto nella graduatoria nazionale per volume complessivo delle giocate.
L’aumento della raccolta non corrisponde a un guadagno per chi scommette. Al contrario, la differenza tra quanto viene puntato e quanto viene restituito sotto forma di vincite evidenzia un saldo negativo significativo. Nel territorio bresciano, infatti, la perdita complessiva dei giocatori ha raggiunto 464 milioni di euro, pari al 14,5% delle somme movimentate. Di questo importo, 78 milioni sono riconducibili alle lotterie istantanee e quasi 150 milioni alle slot machine.
Il peso delle piattaforme digitali
La trasformazione più evidente riguarda il gioco online, che continua a crescere con percentuali consistenti. Nel 2025 la raccolta da remoto in provincia di Brescia ha superato 1,55 miliardi di euro, arrivando esattamente a 1.551.263.816,31 euro. Si tratta dell’1,5% dell’intero mercato nazionale online e di un risultato che posiziona il territorio al tredicesimo posto in Italia per questo specifico indicatore.
Il confronto con gli anni precedenti mostra una progressione costante. Nel 2023 le puntate online si erano fermate a 1.174,18 milioni di euro, salite a 1.370,21 milioni nel 2024 e ulteriormente aumentate nell’ultimo anno. In dodici mesi la crescita è stata del 13,2%, mentre rispetto al 2023 l’incremento ha raggiunto il 32,1%.
Anche le vincite distribuite dalle piattaforme hanno raggiunto cifre elevate, attestandosi intorno a 1,47 miliardi di euro. Il bilancio per gli utenti, tuttavia, resta negativo: la differenza tra raccolta e vincite supera gli 83 milioni di euro.
Il dato provinciale relativo alla spesa online per abitante in età da gioco è pari a 1.686,07 euro. La cifra è in aumento rispetto ai 1.498,62 euro del 2024 e ai 1.288,56 euro del 2023. Nonostante la crescita, Brescia si trova al 76° posto nella graduatoria nazionale per questo parametro, con un valore inferiore alla media italiana, pari a 2.365,81 euro.
Le preferenze dei giocatori bresciani
La distribuzione delle giocate evidenzia il peso dei giochi digitali e degli apparecchi presenti sul territorio. Secondo i dati riportati nel rapporto, il 39,4% delle preferenze riguarda i giochi di abilità a distanza, categoria che comprende casinò online, poker e giochi di carte. Al secondo posto figurano le slot machine, con il 32,9%.
Le scommesse e gli altri giochi legati allo sport rappresentano il 9,3% del totale, mentre il Lotto raccoglie il 4,3%. Le scommesse virtuali si attestano al 2,2%. Bingo, Betting Exchange e ippica, considerati complessivamente, raggiungono invece il 2,8%.
Un altro indicatore riguarda la spesa media complessiva per maggiorenne: nel Bresciano il valore calcolato è di 2.992,49 euro all’anno. Si tratta di una media che comprende tutti i canali di gioco e che non descrive necessariamente il comportamento della maggioranza dei residenti, perché può essere influenzata dalle somme particolarmente elevate puntate da singoli utenti.
Brescia città: quasi 240 milioni giocati online
Anche il capoluogo registra una movimentazione significativa. Nel corso del 2025, a Brescia città, le giocate sulle piattaforme digitali hanno raggiunto 239,57 milioni di euro. Le vincite sono state pari a 226,65 milioni, mentre la perdita netta complessiva per i cittadini ha superato i 12,9 milioni di euro, precisamente 12.916.438,70 euro.
La raccolta pro capite online è arrivata a 1.666,03 euro. Anche in questo caso il confronto temporale mostra un aumento: nel 2024 il valore era di 1.378,74 euro, mentre nel 2023 si attestava a 1.217,44 euro. La tendenza del capoluogo risulta quindi coerente con quella osservata a livello provinciale, dove il ricorso al gioco da remoto ha continuato a guadagnare terreno.
Polaveno e Piancogno, le variazioni più rilevanti
Tra i Comuni bresciani emergono situazioni particolarmente significative. Il caso di Polaveno è quello che presenta il dato pro capite più elevato: nel 2025 la media delle giocate online ha raggiunto 22.955 euro per abitante, il secondo valore più alto in Italia. La raccolta complessiva nel Comune è stata di 42.100.357,97 euro, circa 31 milioni in più rispetto all’anno precedente. Le perdite effettive indicate dal rapporto ammontano invece a 294.057 euro.
Il dato assume particolare rilievo se confrontato con la situazione degli esercizi pubblici: a Polaveno, infatti, le slot machine nei bar sarebbero scomparse da circa dieci anni. La raccolta registrata viene quindi associata soprattutto alle possibilità offerte dai dispositivi connessi a Internet, come smartphone, tablet e computer, che consentono di accedere alle piattaforme di gioco senza recarsi in un locale.
Un andamento opposto si osserva a Moniga. Il Comune, che nel 2023 figurava al terzo posto nella graduatoria nazionale con oltre 22,8 milioni di euro di raccolta online, ha registrato una progressiva diminuzione negli anni successivi. Nel 2024 il volume era sceso a 12,35 milioni, fino ad arrivare a 3,36 milioni nel 2025. Nel giro di due anni la raccolta si è ridotta di oltre l’85%.
Piancogno ha invece seguito una traiettoria di crescita. Dai 3,88 milioni di euro del 2023 è passato a 5,35 milioni nel 2024, per arrivare a oltre 17,3 milioni nel 2025. L’incremento registrato nell’ultimo anno è stato del 223%.
Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulle medie comunali, che devono essere interpretate con cautela. In particolare, nei centri con un numero limitato di residenti, le giocate di uno o pochissimi utenti con volumi molto elevati possono incidere in maniera determinante sul dato pro capite. Una media particolarmente alta, quindi, non significa automaticamente che l’intera popolazione partecipi al gioco con la stessa intensità.
Le vincite non compensano le somme puntate
Il volume delle vincite può dare l’impressione che il gioco restituisca una quota consistente del denaro investito. Tuttavia, il rapporto sottolinea come molti premi siano costituiti da importi contenuti, soprattutto nel settore online. Le cosiddette micro-vincite possono indurre gli utenti a effettuare nuove puntate, senza modificare il saldo complessivo sfavorevole per chi gioca.
Un esempio riportato nell’analisi riguarda una lotteria istantanea con biglietti dal costo di 30 euro. Sul primo lotto, composto da 18.240.000 tagliandi, soltanto 5,6 milioni risultano vincenti. Tra i premi figurano due vincite da 6 milioni di euro e oltre 4,2 milioni di premi da 50 euro. La maggioranza dei biglietti, circa 12,5 milioni, non prevede invece alcuna vincita.
I numeri restituiscono così un quadro nel quale l’aumento delle somme movimentate non coincide con un vantaggio economico per i partecipanti. Nel Bresciano, come nel resto del Paese, la crescita del gioco digitale rappresenta uno degli elementi centrali del mercato: un fenomeno che, accanto alle modalità tradizionali, continua a spostare una parte consistente delle puntate verso servizi accessibili direttamente attraverso dispositivi personali.
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