Entro la fine del 2026 il Centro unico di prenotazione sarà attivo in tutta la Lombardia. A dichiararlo è l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, rispondendo in Consiglio regionale a un’interrogazione del Partito Democratico sullo stato di avanzamento del progetto. Ma mentre la Giunta conferma l’impegno, le opposizioni denunciano ritardi cronici e gravi ripercussioni per i pazienti.
Il Cup unico regionale è attualmente operativo in tre realtà: Franciacorta, Poliambulanza di Brescia e Asst Garda. Secondo Bertolaso, si tratta di “un intervento mai realizzato prima in Italia”, con un sistema unificato di prenotazione sanitaria pubblica e privata destinato a semplificare l’accesso alle prestazioni e garantire maggiore trasparenza nella gestione delle liste d’attesa.
Le prossime attivazioni previste dal cronoprogramma regionale coinvolgeranno diverse strutture nel secondo semestre del 2025:
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Asst Brescia (radiologia diagnostica) entro la fine del mese
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Asst Brianza da fine luglio
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Centro diagnostico italiano (struttura privata convenzionata) a settembre
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Policlinico di Milano, in concomitanza con l’apertura della nuova sede, a fine settembre
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Asst Lecco e Fatebenefratelli Sacco a ottobre
Resta invece più complessa la situazione agli Spedali Civili di Brescia, dove si registrano criticità organizzative e un numero elevato di agende da gestire. Bertolaso ha assicurato che il servizio dovrebbe partire tra settembre e ottobre, nonostante le difficoltà tecniche.
Ma per l’opposizione, il cronoprogramma è poco credibile e segnato da continui rinvii. Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino ha commentato duramente: “L’unica novità è che non ci sono novità”, accusando l’assessore di certificare ulteriori ritardi rispetto a un piano più volte annunciato e mai completato.
“Il Cup unico – ha ricordato Majorino – è un progetto annunciato come imminente da oltre dieci anni, ma oggi mostra ritardi insostenibili che penalizzano migliaia di cittadini, costretti ad affrontare tempi d’attesa lunghissimi o a pagare di tasca propria per ricevere visite e accertamenti sanitari in tempi ragionevoli. È una situazione inaccettabile, che alimenta diseguaglianze e mina il diritto alla salute”.
Il consigliere dem ha inoltre ribadito l’intenzione del gruppo di opposizione di continuare a monitorare il processo e incalzare la Giunta lombarda, affinché si ponga fine a una condizione che definisce “di emergenza sanitaria strutturale”.
L’ambizioso obiettivo del 2026, secondo i critici, appare irrealistico. Il Pd prevede infatti che il Cup unico non sarà operativo prima della fine della legislatura, prevista all’inizio del 2028.
Intanto, nelle aree dove il sistema è già stato avviato, l’assessore garantisce che le agende di prenotazione sono completamente aperte per l’intero anno in corso, e che il funzionamento sta rispettando gli standard previsti.
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