Proseguiranno fino al 31 dicembre 2027 i lavori di messa in sicurezza del ponte ferroviario di Desenzano, lungo la linea Milano–Venezia. Un intervento strutturale da 16 milioni di euro avviato da Rete Ferroviaria Italiana per garantire standard più elevati di sicurezza, affidabilità e durabilità del viadotto, ma che continua a incidere pesantemente sulla viabilità cittadina.
Il ponte, lungo 427 metri e composto da 16 piloni principali, due spalle laterali e 17 arcate, è interessato da un ampio programma di consolidamento che riguarda sia le strutture in calcestruzzo armato sia le parti murarie più antiche. Le verifiche tecniche hanno evidenziato criticità come crepe, infiltrazioni e degrado strutturale, oggi in gran parte già risolte nei tratti finora completati.
Secondo quanto riferito da Rfi, il cronoprogramma dei lavori procede regolarmente. Sono già state ultimate le opere di rinforzo su travi e pile di sette campate, oltre agli interventi di consolidamento delle fondazioni attraverso pali e iniezioni armate. Restano ora da completare le restanti sezioni del viadotto, con l’obiettivo di chiudere il cantiere entro la fine del 2027.
Entro la fine del 2026 dovrebbe essere completata anche la prima fase strutturale che riguarda le sette pile principali affacciate sulla zona di via Marconi e via Bezzecca. Solo in quel momento il Comune potrà valutare eventuali interventi per ridurre l’impatto dei cantieri sulla circolazione.
Proprio la viabilità rappresenta uno degli aspetti più critici dell’opera. L’istituzione del senso unico in alcune arterie in ingresso alla città ha infatti creato un imbuto nel traffico quotidiano, con ripercussioni significative soprattutto nelle ore di punta.
Particolarmente delicata è la situazione tra via Bezzecca e via Custoza, dove le modifiche alla circolazione hanno ridisegnato completamente i flussi di traffico locali, generando rallentamenti e difficoltà anche per i residenti.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la gestione della ciclovia del Garda, che nel tratto interessato dai lavori è stata temporaneamente spostata su entrambi i lati della carreggiata. Una soluzione che, secondo diverse segnalazioni, riduce gli spazi di sosta e crea problemi anche ai mezzi di soccorso e ai servizi di raccolta rifiuti.
La questione è stata sollevata anche in sede di consiglio comunale, dove il consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Spiller ha chiesto una revisione dell’attuale configurazione viabilistica. Pur riconoscendo la necessità del senso unico, ha evidenziato come la presenza della ciclabile su entrambi i lati stia generando disagi e criticità nella gestione quotidiana degli spostamenti.
Nel frattempo, il cantiere prosegue con un avanzamento graduale degli interventi di consolidamento. Le operazioni più complesse sono state affrontate nella fase iniziale dei lavori, mentre la parte restante dovrebbe procedere con maggiore continuità nei prossimi mesi.
La sfida principale per il Comune sarà ora quella di individuare soluzioni alternative per alleggerire l’imbuto viabilistico senza compromettere la sicurezza del cantiere e la continuità dei lavori ferroviari.
L’intervento sul viadotto rappresenta uno dei principali investimenti infrastrutturali degli ultimi anni sul tratto bresciano della linea Milano–Venezia, con l’obiettivo di garantire la piena efficienza di un’infrastruttura strategica per la mobilità nazionale.
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