Export bresciano in lieve crescita nel 2026, +0,7% nel primo trimestre

I dati ISTAT evidenziano una ripresa moderata del commercio estero: pesa il calo verso gli Stati Uniti e il ruolo delle materie prime

L’export della provincia di Brescia apre il 2026 con un andamento leggermente positivo. Nel primo trimestre dell’anno si registra infatti una crescita dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, per un valore complessivo pari a 5.123 milioni di euro. Il risultato conferma una fase di stabilità del “Made in Brescia”, che segna il sesto trimestre consecutivo con segno positivo.

L’analisi, elaborata dal Centro Studi di Confindustria Brescia sui dati ISTAT, colloca il territorio in un contesto di crescita moderata ma costante, in linea con le dinamiche del commercio internazionale. A livello globale, infatti, nello stesso periodo si è registrato un aumento dei volumi degli scambi del 5,5%, a testimonianza di un mercato in espansione ma ancora condizionato da fattori geopolitici ed economici.

Uno degli elementi che hanno influenzato l’andamento dell’export bresciano è il costo delle materie prime. Nel primo trimestre 2026 si sono registrati aumenti significativi per rame (+37,2%), alluminio (+21,4%) e rottame ferroso (+9,2%), con effetti diretti sui prezzi finali dei prodotti esportati. Questo fenomeno contribuisce a “gonfiare” il valore monetario complessivo delle esportazioni, pur in presenza di dinamiche produttive più contenute.

Il confronto con il contesto territoriale mostra una performance leggermente migliore rispetto alla media lombarda, che segna una variazione nulla (0,0%), ma inferiore al dato nazionale, pari a +1,3%. Parallelamente, le importazioni della provincia evidenziano una contrazione significativa (-11,7%), contribuendo all’aumento del saldo commerciale, che raggiunge 2.323 milioni di euro.

Il saldo della bilancia commerciale bresciana cresce così di oltre 400 milioni rispetto all’anno precedente, attestandosi su uno dei livelli più alti mai registrati.

Dal punto di vista geografico, la crescita è sostenuta soprattutto dal mercato europeo. L’Unione Europea segna un incremento del +5,0%, con la Germania che si conferma il principale partner commerciale della provincia, assorbendo circa il 18,7% delle esportazioni complessive. Il Paese registra a sua volta un aumento del +5,2%, contribuendo in modo decisivo alla performance complessiva.

Positivi anche i dati relativi ad altri mercati europei, come Spagna (+6,6%) e Regno Unito (+18,9%), che compensano in parte le difficoltà registrate fuori dal continente.

Al di fuori dell’Europa, infatti, il quadro appare più debole. Le esportazioni verso diversi Paesi extra UE risultano in calo, influenzate anche dal rafforzamento dell’euro rispetto alle principali valute internazionali. Tra le flessioni più rilevanti si segnalano Brasile (-16,5%), Cina (-8,4%) e India (-33,9%).

Particolare attenzione viene riservata al mercato statunitense, che registra una diminuzione dell’8,4%. Il calo verso gli Stati Uniti è attribuito sia all’effetto del cambio euro-dollaro, sia all’introduzione di politiche protezionistiche che hanno inciso sugli scambi commerciali.

Secondo Confindustria Brescia, la dinamica locale risulta comunque coerente con quella osservata in altre province italiane a forte vocazione manifatturiera, dove si registrano andamenti analoghi, seppur con intensità differenti.

A livello settoriale emergono segnali positivi per diversi comparti industriali. Crescono infatti le esportazioni di prodotti alimentari e bevande (+3,2%), articoli in gomma e materie plastiche (+3,7%) e prodotti della metallurgia (+6,0%), settori che risentono direttamente dell’andamento dei prezzi delle materie prime.

Nel panorama nazionale, Brescia si conferma tra le principali province esportatrici, posizionandosi al sesto posto per valore assoluto dell’export, dietro Milano, Firenze, Arezzo, Torino e Vicenza. Anche sul fronte del saldo commerciale manifatturiero, la provincia mantiene una posizione di rilievo, collocandosi tra le prime quattro a livello italiano.

Redazione

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