Droane, la festa di San Vigilio anima la frazione con soli tre abitanti

Nel borgo della Valvestino si rinnova il rito del pane benedetto: una tradizione secolare che richiama ogni anno visitatori nonostante la presenza di una sola famiglia residente.

Nel cuore della Valvestino, la piccola frazione di Droane torna a vivere per un giorno grazie alla tradizionale festa di San Vigilio, con il rito del pane benedetto che richiama ogni anno numerosi visitatori. Un appuntamento che si rinnova nonostante il borgo conti oggi soltanto tre abitanti.

La realtà di Droane è ormai quella di una delle località meno popolate del territorio: a vivere stabilmente nella frazione è rimasta soltanto la famiglia Fogliata, composta da Giancarlo, la moglie Alice Braga e la loro figlia Federica, nata nel 2022. Sono loro a rappresentare l’unico nucleo residente in un luogo che conserva una forte identità storica e religiosa.

La giornata legata alla ricorrenza di San Vigilio si svolge attorno alla chiesetta del borgo, dove viene celebrata la messa delle 11 seguita dalla tradizionale distribuzione del pane benedetto. Il rito affonda le sue radici in una storia plurisecolare, legata alle epidemie che colpirono la comunità tra il XV e il XVI secolo, quando la popolazione del luogo venne drasticamente ridotta.

Secondo la tradizione, sopravvissero soltanto poche persone dopo un’epidemia che avrebbe colpito duramente la comunità locale tra il 1496 e il 1537. Da allora, la memoria di quell’evento è stata tramandata attraverso la celebrazione di una messa e la distribuzione del cosiddetto “pane di San Vigilio”, gesto simbolico di ricordo e ringraziamento.

Nel corso dei secoli, la frazione ha conosciuto un progressivo spopolamento. Un tempo il borgo avrebbe raggiunto anche circa 150 abitanti, ma le trasformazioni demografiche e l’isolamento geografico hanno portato a una riduzione costante della popolazione fino alla situazione attuale.

Negli ultimi anni, la figura di riferimento per l’accoglienza dei visitatori è stata quella del “nonno” Silvio Tedeschi, scomparso a 93 anni lo scorso febbraio, che per lungo tempo ha rappresentato un punto di contatto tra la comunità e chi arrivava a Droane per la ricorrenza.

Oggi, il ruolo di accoglienza è passato alla famiglia residente, che continua a mantenere viva la tradizione insieme alla Pro loco della Valvestino, organizzatrice dell’evento. La festa non è solo un momento religioso, ma anche un’occasione di incontro per escursionisti e visitatori che raggiungono la frazione da tutta la zona.

L’accesso a Droane avviene attraverso un percorso immerso nella natura: per arrivare alla chiesetta è necessario lasciare l’auto nei pressi del secondo ponte della diga di Valvestino e proseguire a piedi lungo un sentiero in salita di circa un chilometro. Un itinerario che contribuisce a rendere il borgo ancora più isolato e suggestivo.

La giornata prosegue oltre la funzione religiosa con un momento conviviale organizzato dalla Pro loco, che prevede un pranzo con prodotti tipici locali come spiedo e formaggio Tombea. Un’occasione che unisce tradizione, gastronomia e memoria storica del territorio.

Per chi desidera partecipare a piedi, è previsto anche un percorso escursionistico di circa quattro chilometri con ritrovo in prossimità dell’ex confine austriaco, nei pressi della diga. Un cammino che accompagna i visitatori fino al piccolo borgo, trasformando la festa in un’esperienza immersiva tra storia e paesaggio.

Redazione

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