Brescia, tre giovani arrestati per rapine e aggressioni violente

L’operazione della Squadra mobile dopo diversi episodi tra Brescia, Casazza e Nave: contestate anche lesioni gravi e sfregi permanenti al volto

Tre giovani di età compresa tra i 20 e i 22 anni sono stati arrestati dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine su una serie di rapine e aggressioni violente avvenute tra gennaio e aprile 2026 nel Bresciano. Nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura della Repubblica.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, rapina aggravata, lesioni personali gravi e deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al volto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni episodi sarebbero stati commessi insieme a due minorenni.

L’intervento della Polizia è scattato nelle prime ore del mattino di giovedì 17 settembre, al termine di un’attività investigativa condotta dalla Squadra mobile. Gli accertamenti hanno preso in esame diversi episodi caratterizzati da aggressioni fisiche e sottrazione di beni alle vittime.

Le violenze al centro commerciale Futura

Uno dei principali filoni dell’inchiesta riguarda due episodi avvenuti il 5 gennaio al Centro commerciale Futura di via Triumplina. In base alla ricostruzione degli investigatori, il primo episodio avrebbe coinvolto un ragazzo di 18 anni.

Il giovane sarebbe stato avvicinato dal gruppo e, dopo aver rifiutato di consegnare una sigaretta, sarebbe stato inseguito e colpito con calci e pugni. La vittima sarebbe poi riuscita a raggiungere un ristorante coreano, trovando riparo all’interno del locale.

Poco dopo si sarebbe verificato un secondo episodio, con protagonisti due coniugi che stavano uscendo dallo stesso esercizio. Secondo l’ipotesi investigativa, la coppia sarebbe stata circondata dagli aggressori.

L’uomo sarebbe stato colpito alla testa con il manicotto di un estintore fino a perdere i sensi. Successivamente gli aggressori avrebbero colpito anche la moglie al volto e alla testa, prima di sottrarle lo zaino contenente il portafoglio.

Le conseguenze per la coppia sarebbero state particolarmente gravi. La donna avrebbe riportato una perdita dell’udito dall’orecchio destro e lesioni giudicate guaribili in 39 giorni, mentre il marito avrebbe subito uno sfregio permanente al volto, con una prognosi di 26 giorni.

L’aggressione alla stazione della metropolitana

Un altro episodio contestato risale al 14 marzo e sarebbe avvenuto alla stazione della metropolitana di Casazza. In questo caso, secondo gli investigatori, il più anziano dei tre arrestati avrebbe agito insieme a un complice minorenne.

La vittima sarebbe stata avvicinata con la richiesta di denaro e sigarette. Di fronte al rifiuto, il giovane sarebbe stato aggredito: prima avrebbe ricevuto un colpo al volto con una bottiglia, quindi sarebbe stato bloccato alle spalle dal minorenne e successivamente colpito ripetutamente mentre si trovava a terra.

Anche questo episodio avrebbe provocato conseguenze fisiche rilevanti. La vittima avrebbe riportato uno sfregio permanente al volto, oltre a lesioni per le quali era stata indicata una prognosi di 27 giorni.

Un’altra aggressione a Nave

La sequenza ricostruita dalla Squadra mobile comprende anche un episodio avvenuto il 14 aprile a Nave, nei pressi di una fermata dell’autobus.

Uno degli arrestati, secondo l’accusa, avrebbe agito insieme a un quindicenne contro un altro ragazzo. La vittima sarebbe stata prima privata del cappello e poi aggredita con calci e pugni al volto.

L’episodio è stato inserito dagli investigatori nel quadro degli altri fatti analizzati durante l’inchiesta, che ha preso in considerazione aggressioni commesse in luoghi diversi della provincia e con modalità violente.

Videosorveglianza e tabulati per identificare gli indagati

Per ricostruire i diversi episodi e arrivare all’identificazione dei sospettati, gli investigatori hanno utilizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza, i tabulati telefonici e i riconoscimenti fotografici.

Gli elementi raccolti durante l’attività investigativa hanno consentito alla Squadra mobile di ricostruire, secondo l’impostazione accusatoria, il coinvolgimento dei tre giovani nei diversi episodi. Le indagini non sono però considerate concluse: sono infatti in corso ulteriori verifiche per accertare l’eventuale presenza di collegamenti con altri contesti criminali.

Nel corso delle perquisizioni effettuate in occasione degli arresti sono stati inoltre trovati e sequestrati un grosso coltello a serramanico e una mannaia, quest’ultima rinvenuta tra gli indumenti di uno degli arrestati.

Il provvedimento della Questura

I tre giovani sono cittadini stranieri e, secondo quanto riferito dalla Questura, presentano precedenti penali e di polizia per reati analoghi. Il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha disposto la revoca del permesso di soggiorno e ha firmato i provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale.

L’espulsione coattiva è prevista una volta che saranno state scontate le eventuali pene, secondo quanto comunicato dalla Questura.

L’operazione, ha spiegato il questore, è arrivata al termine di un’attività investigativa e di controllo indirizzata a individuare gruppi ritenuti coinvolti in rapine e altri reati violenti nella provincia. Sartori ha sottolineato il rischio per la sicurezza delle persone derivante da episodi di questo tipo.

La vicenda giudiziaria resta ora affidata agli sviluppi dell’inchiesta e ai successivi passaggi davanti all’autorità giudiziaria. Le responsabilità degli arrestati dovranno essere accertate nel corso del procedimento, mentre gli elementi raccolti dalla Polizia costituiscono la base delle contestazioni formulate nei loro confronti.

Redazione

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