A Cerveno, il ritorno della Santa Crus, l’evento che raduna la fede popolare decennale, segna una pietra miliare nella vita della comunità locale. Dopo una pausa di 12 anni, causata dalla pandemia di Covid, questo appuntamento di profonda spiritualità e tradizione è pronto a brillare nuovamente il 26 maggio e il 2 giugno. La preparazione, iniziata quattro mesi fa, vede l’intera comunità impegnata in un fervido lavoro di organizzazione.
Le giornate di maggio e giugno saranno il culmine di un percorso che ha visto, nelle scorse settimane, l’inaugurazione dei restauri delle stazioni della Via Crucis del Simoni, un momento atteso con grande entusiasmo dal parroco don Giuseppe Franzoni. Ora, l’attenzione si sposta verso un altro tesoro di Cerveno, questa volta di natura immateriale: la rappresentazione sacra vivente della Santa Crus.
Sotto la guida della presidente Daniela Bazzoni, il comitato della Santa Crus, insieme all’associazione omonima per gli eventi collaterali e le famiglie del paese, sta lavorando senza sosta per rendere l’evento ancor più coinvolgente e significativo. Il loro obiettivo è non solo celebrare un rito di fede ma anche rafforzare il senso di comunità e appartenenza che contraddistingue Cerveno.
La Santa Crus, con la sua capacità di unire passato e presente, diventa un simbolo della resilienza della comunità di Cerveno, capace di superare le difficoltà mantenendo vive le proprie tradizioni.
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