Nel 2025, il Broletto di Brescia raggiunge un traguardo importante: 800 anni di storia. Questa imponente struttura, situata nel cuore della città, è oggi sede della Prefettura, dell’Amministrazione provinciale e di numerosi uffici comunali ed enti pubblici. Nonostante la sua lunga esistenza, il palazzo conserva intatta la sua maestosità, occupando un’area di circa 100×75 metri, dimensioni paragonabili a quelle di un campo da calcio. A sovrastarlo, la storica torre del Pégol, preesistente alla costruzione del complesso.
Origini e trasformazioni del Broletto
Le origini del Broletto risalgono al XII secolo, quando fu edificato nel “mercatum broli”, un’area caratterizzata da orti e giardini recintati. I lavori iniziarono nella seconda metà del XII secolo, ma subirono diverse interruzioni fino al terremoto del 1222, che rese necessario un intervento di ricostruzione. Nel 1225, il palazzo era già sede delle principali magistrature cittadine, ospitando capitano, giudici, notai, ambasciatori e militi.
Nel tempo, il Broletto ha subito numerosi rimaneggiamenti, mantenendo intatti i lati sud ed est, mentre altre parti della struttura sono state modificate. In età viscontea, il complesso assunse l’aspetto di un fortilizio, con l’aggiunta di elementi come la quadrifora decorata con il Biscione, stemma dei Visconti. In quell’epoca, l’edificio ospitava il tribunale civile e criminale, la caserma delle guardie e le carceri, mentre l’attuale alloggio del Prefetto era noto come la “casa degli sbirri”.
Restauri e modifiche nei secoli
Nel 1797, durante il periodo napoleonico, la Loggia delle Grida venne distrutta da un gruppo di rivoluzionari giacobini, che la consideravano un simbolo del potere locale. Fu ricostruita fedelmente alla fine del secolo successivo e inaugurata nel 1902.
Dopo i danneggiamenti subiti nella Seconda guerra mondiale, il Broletto fu oggetto di interventi di restauro proseguiti a fasi alterne fino al 2001, quando si conclusero gli ultimi lavori di riqualificazione.
L’arte all’interno del Broletto
Dal punto di vista architettonico, l’ala più interessante è quella sud, che conserva ancora l’ingresso originario. Qui, nei capitelli, si possono ammirare dodici rappresentazioni dei mesi con le rispettive costellazioni zodiacali, realizzate dalla scuola di Benedetto Antelami.
Il palazzo ha visto l’opera di grandi artisti come Gentile da Fabriano, Romanino e Lodovico Bracchi, che contribuirono all’abbellimento degli interni. Tra le sale più suggestive spicca la Sala dei Cavalieri, situata al primo piano del palazzo maggiore. Questo spazio è celebre per il suo ciclo di affreschi profani, risalente alla seconda metà del Duecento, il più lungo d’Italia nel suo genere. Lungo 52 metri, raffigura episodi della storia cittadina, tra cui la difesa della città dagli eserciti nemici.
Con il suo ottocentesimo anniversario, il Broletto si conferma uno dei simboli più amati della brescianità. L’auspicio è che le istituzioni e gli enti pubblici colgano questa occasione per celebrarne la storia e il valore culturale.
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