Franciacorta protagonista al Vinitaly 2025: tra ottimismo, sfide e voglia di futuro

Nonostante le incertezze globali, il territorio bresciano si presenta con 90 cantine a Verona. Tra tradizione, giovani promesse e criticità da superare

Il Vinitaly 2025 si conferma appuntamento centrale per il mondo del vino italiano, anche in un contesto internazionale segnato da incertezze economiche, tensioni commerciali e dinamiche geopolitiche complesse. In questa cornice, Brescia si presenta con 90 realtà vitivinicole, in leggero calo rispetto al 2024, ma con una presenza ancora importante e fortemente rappresentata da Franciacorta, simbolo dell’eccellenza spumantistica nazionale.

I grandi nomi che credono nella fiera

Tra i punti di riferimento storici, Guido Berlucchi non manca mai all’appuntamento scaligero. Cristina Ziliani, vicepresidente dell’azienda di Borgonato, sottolinea l’importanza strategica dell’evento:

Vinitaly non è solo una fiera commerciale, ma un luogo di confronto e racconto dei valori che da oltre 60 anni ci guidano. La situazione globale è delicata, ma dobbiamo restare vigili e attivi.”

Anche Terra Moretti, con i marchi Bellavista e Contadi Castaldi, conferma il suo approccio strutturato. Per l’ad Massimo Tuzzi, la presenza a Verona è parte di una strategia di lungo periodo:

“È fondamentale esserci con messaggi chiari e condivisi. Il vino italiano ha ancora molto da esprimere sui mercati internazionali.”

Tra entusiasmo e criticità

Tuttavia, non mancano le preoccupazioni. Fabio Lantieri, della storica cantina Lantieri De Paratico, parla di una situazione poco chiara e chiede impegno concreto da parte delle istituzioni per difendere un comparto strategico:

“Vinitaly per noi è anche occasione per presentare nuovi vini e stringere relazioni internazionali.”

Più critico Gianmario Bariselli de I Barisei, che lamenta la qualità dei servizi logistici e organizzativi:

“I prezzi crescono, ma i servizi non sempre sono all’altezza. E i problemi di viabilità e parcheggi sono rimasti gli stessi.”

Le nuove realtà non si arrendono

Tra i veterani spicca anche l’entusiasmo delle giovani cantine emergenti. È il caso di Terre d’Aenor, presente sul mercato da appena tre anni. La titolare Eleonora Bianchi vede in Vinitaly una piattaforma fondamentale per crescere:

“Nonostante la complessità del momento, noi investiamo. È proprio nei momenti difficili che bisogna crederci ancora di più. Vinitaly ci consente di consolidare relazioni e aprirne di nuove.”

Un segnale importante, oltre i numeri

La partecipazione del comparto bresciano a Vinitaly è un segnale forte di resilienza e volontà di affrontare il futuro con visione e tenacia. Dalle aziende storiche alle nuove leve, tutti concordano sull’importanza di essere presenti e di fare sistema, pur tra limiti organizzativi e contingenze globali sfavorevoli.

Redazione

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