Le ispezioni condotte dai carabinieri forestali in due cave di Montirone e Sabbio Chiese hanno portato a risultati sorprendenti, con il sequestro di oltre 900mila euro di sanzioni e la denuncia di quattro persone. Queste attività hanno messo in luce una serie di irregolarità ambientali gravi, riguardanti sia l’estrazione che la gestione dei rifiuti.
Durante i controlli, i carabinieri hanno scoperto che oltre 55.000 metri cubi di sabbia e ghiaia sono stati estratti illegalmente. Non solo: è emerso che venivano gestiti impianti di lavorazione degli inerti senza le necessarie autorizzazioni, con scarichi di acque reflue industriali privi di regolare permesso.
Altra infrazione grave riscontrata riguarda la trasformazione non autorizzata di superfici boscate, che sono state convertite in aree soggette a vincoli idrogeologici e paesaggistici. Questo tipo di intervento danneggia irrimediabilmente l’ecosistema e compromette la sicurezza idrogeologica del territorio.
Una delle cave ispezionate ospitava impianti per la produzione di asfalto e calcestruzzo, ma anche in questo caso sono state riscontrate numerose violazioni delle prescrizioni ambientali. Tali infrazioni pongono seri rischi per l’ambiente circostante, in particolare per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico e delle acque.
Le autorità stanno ora approfondendo i dettagli di queste violazioni, con l’obiettivo di proteggere il patrimonio naturale e di garantire il rispetto delle normative ambientali.
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