“Verso la luce” è stato il titolo eloquente della veglia delle Palme che ha riunito oltre un migliaio di giovani nel Duomo di Brescia. Un appuntamento annuale promosso dalla Diocesi, quest’anno inserito nel percorso verso il Giubileo dei Giovani, in programma a Roma dal 28 luglio al 3 agosto. Il vescovo Pierantonio Tremolada ha invitato i presenti a riflettere sul contrasto tra luce e tenebre, verità e menzogna, speranza e solitudine.
Nel corso della celebrazione, il Vangelo di Giovanni ha fatto da guida con le parole: “Chi fa la verità viene verso la luce”, punto di partenza per una meditazione profonda rivolta alle nuove generazioni.
Un mondo ferito che teme la verità
Nel suo intervento, Tremolada ha descritto un mondo “ferito, avvolto nelle tenebre, che odia la luce”, un mondo dominato da egoismo, ipocrisia e paura di essere scoperti, dove prosperano menzogna e solitudine. È una realtà che si chiude alla verità, che rifugge la trasparenza e si abbandona alla logica dell’inganno e dell’autoreferenzialità.
Ma a questa oscurità il vescovo ha contrapposto il “mondo redento”, quello di chi vive nella verità, senza nulla da nascondere, e si espone con fiducia e autenticità. “E’ il mondo dell’onestà, della trasparenza, della carità e dell’amore gratuito”, ha sottolineato, ricordando come la bellezza risieda nell’amore fedele, nella dedizione ai poveri e anche nel perdono verso i nemici.
La grazia del Giubileo e la chiamata alla conversione
Il messaggio si inserisce nel contesto del “Giubileo della Speranza”, tema dell’anno giubilare che coinvolge anche i giovani della diocesi. Tremolada ha voluto mettere in evidenza le parole chiave di questo cammino spirituale: “Riscatto, riconciliazione, perdono, rinnovamento, conversione”. A queste si accompagna la metafora della luce, simbolo della grazia, della bellezza e della bontà che conducono alla vera gioia.
A testimonianza del cammino verso Roma, i giovani hanno portato davanti all’altare una barca a vela stilizzata, simbolo del Giubileo dei Giovani, con la quale si vuole simboleggiare un viaggio spirituale collettivo verso la luce della fede.
Un Duomo pieno di speranza
La veglia è stata anche un momento di riconciliazione e riflessione personale. Prima dell’inizio della celebrazione, molti giovani si sono confessati nel cortile del Palazzo vescovile, da cui è partita la processione con le palme verso la cattedrale. Una partecipazione viva, sentita, capace di coinvolgere cuore e mente.
“Camminiamo come pellegrini di speranza”, ha esortato il vescovo, indicando la strada della luce come via maestra per affrontare le sfide di un mondo in crisi. Ai giovani, dunque, l’invito ad essere testimoni di un cambiamento possibile, ambasciatori della verità in un tempo segnato dall’ombra.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.